Psicologo di base in Veneto: «La salute mentale è un diritto, non un privilegio»
Redazione
Sala gremita al Centro Tommasoli di Verona in occasione dell’incontro pubblico promosso venerdì 20 giugno dalla Consigliera regionale del Partito Democratico Anna Maria Bigon per la presentazione del nuovo progetto di legge che prevede l’introduzione dello psicologo di base nella Regione Veneto. L’evento ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, professionisti della salute mentale, rappresentanti delle istituzioni e del mondo scolastico, segno concreto di quanto il tema della salute psicologica sia avvertito come prioritario e urgente nella società veneta.
«La salute mentale è un diritto, non un privilegio. Oggi più che mai è fondamentale renderla accessibile a tutti, senza ostacoli burocratici o barriere economiche. La figura dello psicologo di base va in questa direzione: deve diventare un punto di riferimento semplice e immediato, proprio come il medico di famiglia», ha dichiarato la Consigliera Anna Maria Bigon, ribadendo l’importanza di intervenire su una situazione che, come dimostrano i dati più recenti, si sta facendo sempre più critica nel Veronese, soprattutto tra i più giovani.
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L’incontro, moderato dal giornalista Giorgio Vincenzi, ha offerto una visione multidisciplinare del tema. La professoressa Daniela Raccanello dell’Università di Verona ha sottolineato come «il disagio psicologico tra i giovani non sia più un’eccezione ma un fenomeno strutturale che va affrontato con strumenti stabili e universali: lo psicologo di base sia uno strumento di prevenzione».
La psicologa psicoterapeuta Giuseppina Baldo ha evidenziato i rischi dell’aumento del disagio psichico, soprattutto tra i giovani, oltre all’importanza di creare contratti stabili con i professionisti nell’ambito dell’istituzione dello psicologo di base.
Di grande impatto gli interventi dei dirigenti scolastici Mario Bonini ed Emanuela Bruno, che hanno illustrato l’aumento dei segnali di disagio rilevati negli istituti superiori della provincia. «A scuola registriamo ogni giorno l’importanza del sostegno psicologico», ha detto Bonini. «Ma da soli non possiamo reggere questo carico: serve una rete stabile con il sistema sanitario», ha aggiunto Bruno.
Elia Carraro, studente universitario, ha portato la sua riflessione sulla “società della velocità”, interrogandosi sulle conseguenze sempre più gravi sui ragazzi della pressione generata da una società basata su competitività ed efficienza, denunciando gli ultimi casi di cronaca avvenuti tra i più giovani.

Sul fronte sanitario, il pediatra Michele Gangemi ha lanciato l’allarme sull’incremento dei casi di disagio psicologico già nell’infanzia, mentre il medico di famiglia Guglielmo Frapporti ha evidenziato il ruolo chiave del territorio nel garantire una presa in carico capillare e continuativa.
Le famiglie, rappresentate da Cristina Ceriani del Comitato Famiglie Salute Mentale e da Donatella Oliosi dell’Associazione D.I.A.N.A., hanno portato la voce di chi vive ogni giorno le difficoltà di un sistema che fatica a rispondere ai bisogni complessi delle persone con fragilità psichiche, specie nella terza età e nella disabilità. «Le famiglie si sentono spesso sole e lasciate senza risposte», ha denunciato Ceriani.
La sindaca di Povegliano Veronese, Roberta Tedeschi, ha infine ricordato il ruolo cruciale degli enti locali: «Le amministrazioni comunali sono il primo sportello di ascolto dei cittadini in difficoltà, ma senza strumenti e risorse adeguate rischiano di non riuscire a rispondere efficacemente».
Ha portato il proprio saluto anche l’Ufficio Scolastico Territoriale, con il dott. Michele Bonetti, rimarcando la centralità della scuola come luogo di prevenzione e ascolto.
L’incontro si è chiuso con un appello unanime: proseguire con determinazione su questo percorso, affinché la figura dello psicologo di base diventi una realtà concreta e stabile nel sistema sociosanitario veneto. «I dati parlano chiaro e non possono più essere ignorati. La politica deve dare risposte certe, strutturate e durature», ha concluso la Consigliera Bigon.
Il successo dell’iniziativa conferma quanto il tema della salute mentale sia sentito tra cittadini, professionisti e amministratori locali, e rappresenta un forte stimolo a trasformare le proposte in azioni legislative efficaci e tempestive.

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