Protesta studenti caro affitto: via le tende dall’Univr

Anche a Verona prosegue la protesta degli studenti per il caro affitti; portavoce del malcontento l'Unione degli Universitari che, già da diversi giorni, hanno presidiato la zona universitaria dormendo in tenda e unendosi alla protesta diffusa nelle principali città accademiche d'Italia. Maturata una svolta nella giornata di ieri dopo l’incontro con la Ministra Bernini in…

Anche a Verona prosegue la protesta degli studenti per il caro affitti; portavoce del malcontento l’Unione degli Universitari che, già da diversi giorni, hanno presidiato la zona universitaria dormendo in tenda e unendosi alla protesta diffusa nelle principali città accademiche d’Italia. Maturata una svolta nella giornata di ieri dopo l’incontro con la Ministra Bernini in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico: UDU Verona toglie le tende in cui per più di una settimana hanno vissuto.

«Non ci stiamo fermando -dichiara Laura Bergamin, coordinatrice di UDU Verona -. Le posizioni che anche la Ministra ci ha esposto non ci soddisfano del tutto. Per noi non ci sono compromessi sul privato: creare un posto letto nel privato ex-novo viene in media 151mia euro, mentre nel pubblico 43mila euro, due volte in meno, dato presente anche nel nostro report nazionale. Siamo speranzosi però si possa aprire in città un tavolo permanente di lavoro sulla residenzialità e che la comunione di intenti che si è trovata su Verona possa essere un modello propulsore anche per altre città universitarie. A Verona spostiamo ora la mobilitazione ad un livello più istituzionale, ma siamo pronti a riaccamparci se dovessero mancare le risposte».

In questa settimana il gruppo studentesco ha proposto tra le tende nell’Ateneo scaligero diverse iniziative – aggregative, sportive, culturali – che vorrebbero vedere presenti all’interno delle residenze studentesche. Non vogliono essere ospiti di Verona, lo hanno ribadito anche al Sindaco della città Damiano Tommasi che si è fermato a portare solidarietà fuori dal Polo Zanotto, dove erano in mobilitazione in attesa dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Verona. Una rivendicazione che hanno esposto anche a tutte le persone che negli scorsi giorni sono passate per il loro presidio.

«Vogliamo essere cittadini attivi di Verona, poterci costruire un presente e un futuro in città. Stiamo mettendo in discussione non solo il mercato privato della residenzialità, ma anche il modello chiuso delle stesse. Non vogliamo semplici dormitori: serve che la progettualità edilizia futura pensi all’Università come soggetto interconnesso e dialogante con la città stessa», conclude Bergamin.

La presidente del Consiglio Studentesco di Verona, Francesca Flori, in un momento del suo discorso in cui invita a prestare attenzione alle tende degli studenti accampati fuori

Lo stesso messaggio che si è sentito anche nell’aula magna dell’Università di Verona con le parole della presidente del Consiglio Studentesco, Francesca Flori: «Noi vogliamo studiare e vivere qui. Non è solo uno slogan: è la richiesta della nostra generazione».

All’inizio del suo discorso riporta una storia, anonima, di una studentessa in difficoltà con gli studi a cui il diritto allo studio non è riuscito ad arrivare. Su questo chiarisce l’origine della storia: «È stata riportata da me, in rappresentanza della comunità studentesca tutta, una singola storia anonima di una ragazza come voce di tutti gli studenti. È solo uno dei tanti esempi, delle tante segnalazioni che ci arrivano. Quella ragazza non sono io, ma tante e tanti di noi».

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