Protesta dei sindacati all’Opera Festival: la serata finale partirà in ritardo

I sindacati dei lavoratori dello spettacolo annunciano una manifestazione di protesta per lamentare lo stallo nelle trattative per il rinnovo del contratto collettivo. Carmen partirà con un quarto d’ora di ritardo.

Il 7 settembre 2024, l’opera “Carmen” in programma per la serata finale del Festival Lirico Areniano di Verona subirà un ritardo di 15 minuti. Questo gesto simbolico rappresenta una protesta da parte dei lavoratori delle Fondazioni Lirico Sinfoniche (FLS), organizzati sotto i sindacati SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL, contro il prolungato stallo nelle trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL).

SLC CGIL e FISTEL CISL, in un comunicato congiunto, esprimono una forte insoddisfazione per la mancanza di progressi. Evidenziano come, nonostante un accordo di massima fosse stato raggiunto per un aumento salariale del 4% — un incremento comunque «non in linea con l’aumento del costo della vita degli ultimi vent’anni» —, l’approvazione formale da parte delle istituzioni competenti tarda ad arrivare. «A distanza di nove mesi non abbiamo alcuna notizia certa sulla tempistica dell’approvazione del contratto», affermano, sottolineando anche il mancato avanzamento sulla questione dei corpi di ballo, lasciando i tersicorei in una condizione di «eterna e mortificante precarietà».

LEGGI ANCHE: La “Pompei” di Verona allo Stato: nuova vita per l’ex cinema Astra

I comunicati mettono in luce come la situazione attuale stia avendo un impatto non solo economico, ma anche morale sui lavoratori, molti dei quali possiedono «altissime professionalità» e hanno investito anni di studio e risorse economiche nella loro formazione. «La situazione è diventata insostenibile» dichiarano SLC CGIL e FISTEL CISL, «e questa protesta simbolica è un tentativo di dare dignità e un giusto salario a tutte le lavoratrici e i lavoratori delle FLS».

La scelta di ritardare l’inizio dell’opera di 15 minuti è stata presa per evitare un impatto eccessivo sul pubblico, pur trasmettendo un messaggio forte alle istituzioni. «Siamo certi che il pubblico e la cittadinanza comprenderanno le ragioni di questa decisione» conclude il comunicato congiunto, «che non intende mettere in cattiva luce Fondazione Arena di Verona, ma semplicemente vuole dare dignità e un giusto salario a tutte le lavoratrici e i lavoratori delle FLS».

LEGGI E GUARDA: Quante ciclabili a Verona? Il quadro dei nuovi cantieri

Secondo quanto riportato dal comunicato di UILCOM UIL, le ragioni della protesta sono molteplici e radicate nel disagio crescente dei lavoratori delle FLS. «Il ritardo nell’approvazione del CCNL, sottoscritto ormai nove mesi fa, è inaccettabile, e le rassicurazioni ricevute per una validazione tempestiva non sono state mantenute». Inoltre, UILCOM UIL sottolinea come, da oltre vent’anni, i salari dei lavoratori siano bloccati, una situazione che ha reso le retribuzioni «evidentemente inadeguate all’alta professionalità» offerta dal personale.

Oltre alla questione salariale, UILCOM UIL esprime preoccupazione per la mancanza di coinvolgimento nel processo di ricostituzione dei corpi di ballo, che «pare messo in secondo piano». Secondo il sindacato, un processo così fondamentale per il futuro dei lavoratori non può procedere senza la partecipazione attiva delle organizzazioni sindacali.

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!