Progetto Mimosa, Federfarma in prima linea per le donne

Con il "Progetto Mimosa" le farmacie veronesi offrono un aiuto mirato di primo orientamento alle donne in difficoltà vittime di abusi, violenze fisiche, psicologiche, economiche. Un sostegno necessario, soprattutto a fronte dell'aumento dei casi di violenza registrati durante il lockdown.

«Un aumento delle richieste di informazione e tra le farmacie una percezione diffusa: i lockdown hanno inasprito le tensioni domestiche». Nadia Segala consigliere di Federfarma Verona e responsabile del Progetto Mimosa per le farmacie scaligere non ha dubbi sul fatto che l’isolamento contribuisca a rendere più drammatiche situazioni già in atto e a farne emergere altre che magari sarebbero rimaste latenti per anni.

Il “Progetto Mimosa” nasce a livello nazionale nel 2018 da un’idea dell’Associazione di Napoli “Farmaciste Insieme” e dalla consapevolezza che il ruolo della farmacia possa avere una grande valenza sociale al di là del suo “ruolo classico” legato al farmaco.

«Il nostro ruolo è di porci come interlocutori e di orientare le donne vittime di violenza, senza esprimere giudizi o caldeggiare soluzioni, verso percorsi concreti che le conducano a ritrovare autonomia ed autostima grazie ai Centri antiviolenza sul territorio – prosegue Segala -. La farmacia offre quindi un aiuto mirato di primo orientamento alle donne in difficoltà vittime di abusi, violenze fisiche, psicologiche, economiche, ma anche e non dico “solo” verbali. Negli ultimi tre anni sono state circa 300 le donne vittime di femminicidio in Italia, il rapporto Eures parla di un omicidio ogni 3 giorni, con un aumento dei casi al Nord e delle donne di nazionalità italiana. Non possiamo stare a guadare passivamente, ma ci impegnano a lottare contro questa tragica mattanza che non accenna a diminuire. Le 259 farmacie di Federfarma Verona offrono, quindi, tutta la loro disponibilità come primo supporto, fosse anche solo quello di far trovare in bella mostra la locandina e la brochure con tutti i numeri di riferimento dei centri accreditati sul nostro territorio a cui ci si può rivolgere. Qualora una donna o una sua amica, una madre, una sorella desiderino parlarci in totale anonimato e sicurezza sanno di poter contare su di noi con la garanzia della massima discrezione. Anche quest’anno partecipiamo, perché crediamo profondamente nella sua validità educativa e culturale, all’articolata iniziativa “8 Marzo. Femminile plurale” organizzata dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Verona». 

«Le farmacie si confermano anche in questo delicato ambito – sottolinea Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona – come preziosi punti di ascolto del tessuto sociale. Per essere ancora più efficaci in questo delicatissimo ambito le farmacie di Federfarma Verona partecipano a specifici eventi formativi finalizzati all’individuazione delle più opportune modalità di accoglimento e dialogo all’utenza femminile».

L’operatività di Federfarma Verona si inserisce nella rete di supporto formata da Comune di Verona, Provincia di Verona, Vision – Osservatorio Nazionale di Vittimologia, Telefono Rosa, Spazio Ascolto Uomini, Centro Antiviolenza telefono h24 Prefettura di Verona, Rete Nazionale Antiviolenza 24h24, Ordine Farmacisti di Verona, Agifar giovani farmacisti Verona.  

Il Progetto Mimosa gode del patrocinio di Federfarma, FOFI – Federazione ordini farmacisti italiani, Fenagifar- Federazione nazionale associazioni giovani farmacisti- e Fondazione Vodafone.