Processo “Isola Scaligera”, Tommasi: «Servono DIA e DDA a Verona»
«La sentenza di ieri era attesa. Non ci coglie di sorpresa ma ha indubbiamente un valore eccezionale perché ufficializza quello che prima era solo un sospetto, una sensazione, ovverosia la presenza strutturata della ‘Ndrangheta a Verona» è il commento del sindaco Damiano Tommasi.
«Sappiamo che le infiltrazioni e il radicamento nell’economia dei territori può attestarsi solo in presenza di supporto da parte di alcuni o assenza di contrasto da parte di altri. Questo va detto e ribadito. Da parte nostra sottolineo che la mia Amministrazione si è impegnata fin dall’inizio nel mettere a sistema presidi interni di prevenzione e nel promuovere anche all’esterno la cultura della legalità».
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«Cito solo la collaborazione avviata con la Guardia di Finanza e il dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Verona per la formazione ai nostri dipendenti in materia di antiriciclaggio, estesa anche ai quelli delle nostre società partecipate e ai dipendenti dei Comuni della Provincia. Ma anche la partecipazione, attraverso la nostra Assessora alla Legalità, alla Consulta della Legalità presso la Camera di Commercio e al Consiglio Direttivo di Avviso Pubblico, il supporto alle iniziative culturali di Libera, e molto altro ancora».
«Verona è la città più popolosa del Veneto, siamo consapevoli dell’attrattività dei nostri territori e della loro ricchezza. Qui si incrociano persone e merci da tutto il mondo grazie ad una posizione strategica a livello europeo. Multinazionali, importanti aziende e imprese, grandi cantieri già aperti e altri che partiranno a breve rendono la nostra provincia terreno fertile per le mafie. Alla luce di questi elementi confidiamo che la politica nazionale si impegni a dotare la città di strumenti forti di contrasto e a portare, come abbiamo chiesto, in continuità con la precedente amministrazione, la DIA e la DDA a Verona».
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«Infine – conclude il sindaco Tommasi –, osservo che nella lista dei soggetti che, nell’ambito del procedimento giudiziario, si sono costituiti parte civile, Regione e AMIA in primis, il Comune di Verona non figura: vorrei precisare che da parte nostra non trascureremo di valutare, in casi analoghi e al ricorrere dei presupposti, l’esercizio di tale facoltà».
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