Processo Cucchi: sentiti altri due testimoni
Cancellato dal registro del fotosegnalamento della caserma e con il volto tumefatto prima del processo. Sono due delle testimonianze rese oggi in Corte d’Assise dal maggiore Pantaleone Grimaldi e dall’agente Massimiliano Di Carlo nel corso del processo Cucchi. La prossima udienza è fissata per il 27 febbraio.
Emergono novità agghiaccianti a distanza di ormai 10 anni sul caso Cucchi. Stamattina, in Corte d’Assise, il maggiore Pantaleone Grimaldi ha testimoniato di aver visto il nome di Stefano Cucchi “sbianchettato” dal registro del fotosegnalamento conservato nella caserma dei carabinieri, dove il giovane fu portato dopo il suo arresto per droga, e fu sostituito con il nome di un altro arrestato. Il maggiore ha confermato così la circostanza già fatta emergere da altri testimoni nel corso del processo che vede imputati cinque carabinieri, tre dei quali accusati di omicidio preterintenzionale: “Nel novembre 2015 – ha detto Grimaldi – mi contattò il Comandante del Reparto operativo, colonnello Lorenzo Sabatino, dicendomi di rimanere in ufficio perché sarebbe arrivato il capitano Testarmata per acquisire documenti sulla vicenda Cucchi”. La richiesta fu quella di visionare una serie di atti contenuti nel fascicolo che era chiuso a chiave in un armadio.
A testimoniare oggi anche un agente della polizia penitenziaria, Massimiliano Di Carlo, il quale ha dichiarato che, quando Stefano Cucchi si trovava nelle celle del tribunale di Roma in attesa di essere chiamato per partecipare all’udienza di convalida del suo arresto “aveva il volto tumefatto con macchie marrone scuro sul viso”. Di Carlo non è stato mai sentito nei procedimenti per la morte di Cucchi e le sue dichiarazioni sono solo agli atti dell’indagine interna fatta dal Dap. La prossima udienza è prevista per il 27 febbraio, quando sarà citato, come anticipato dalla parte civile anche il generale Vittorio Tomasone, all’epoca dei fatti comandante provinciale dei carabinieri di Roma e che, secondo alcuni testimoni ordinò verifiche interne su quanto accaduto in caserma nella notte tra il 15 e il 16 ottobre 2009, quando venne arrestato Cucchi. (Ansa)
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