Prevenzione della violenza sugli operatori sanitari: convegno all’ospedale di Marzana
La sala polifunzionale dell’ospedale di Marzana a Verona ha ospitato ieri, martedì 26 novembre, il convegno dedicato alla “Prevenzione e gestione degli atti di violenza e delle aggressioni verbali e/o fisiche a danno degli operatori sanitari nell’Azienda ULSS 9 Scaligera”, promosso dal Comitato Unico di Garanzia dell’azienda sociosanitaria. Un problema, quello degli episodi di violenza nei confronti di medici, paramedici, infermieri e OSS, tristemente diffuso, con casi di cronaca sempre più frequenti. Nel corso del convegno sono state illustrate le statistiche del fenomeno, le norme in vigore, recentemente aggiornate, le cause sociali e le misure adottate per affrontarlo a livello nazionale, regionale e aziendale, a partire dalla formazione del personale.
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«La nostra azienda – ha dichiarato la Direttrice Generale dell’ULSS 9, Dott.ssa Patrizia Benini inaugurando il convegno – è da sempre sensibile a questo fenomeno, che anche quando non sfocia in violenza fisica ma rimane nell’aggressione verbale è dimostrazione di un problema culturale, di non comprensione che un altro può avere un’urgenza maggiore della nostra, di non accettazione che si può anche non ottenere il risultato desiderato nonostante siano state messe in atto tutte le azioni migliori. Dobbiamo investire in informazione, prevenzione e cultura. Medici e infermieri rivestono un ruolo di servizio di altissima professionalità e lavorano per tutti noi: un’aggressione ad un professionista della sanità non danneggia solo la vittima, ma l’intera collettività. Ringrazio il CUG per questa opportunità, che ci permette di affrontare il problema facendo squadra».
Un tema attuale e che vede numeri in aumento, come evidenziato dal Prefetto di Verona, Dott. Demetrio Martino: «È inaccettabile – ha affermato – che persone che si dedicano alla cura degli altri e svolgono il loro lavoro con dedizione possano essere aggredite o minacciate, o che vengano danneggiate strumentazioni che sono patrimonio pubblico e servono alla cura di tutti. Si tratta di reati, che non possono e non devono restare impuniti. In tal senso, proprio in questi giorni è stato convertito in legge il decreto che amplia la possibilità di arresto in flagranza fino a 48 ore dopo i fatti, dando modo di intervenire anche a seguito dell’acquisizione di video e filmati di video sorveglianza. Le Forze dell’Ordine sono vicine alle istituzioni e agli operatori per migliorare le capacità di prevenzione e di difesa quando dovesse essere necessario».
«Come CUG – ha aggiunto il Dott. Gaspare Crimi, Direttore del Dipartimento di Riabilitazione ULSS 9 e Presidente del Comitato Unico di Garanzia – siamo particolarmente attenti a questo tema, che affonda le sue radici nella società civile, che siamo tutti noi. È nostro dovere come cittadini, prima ancora che come professionisti, impegnarci per contrastare la violenza».
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Dopo i saluti istituzionali hanno portato il loro contributo il Dott. Stefano Kusstatscher, Direttore Sanitario di Azienda Zero, la Dott.ssa Denise Signorelli, Direttrice Sanitaria ULSS 9 e responsabile scientifico dell’evento, la Prof.ssa Laura Calafà, Ordinaria di Diritto del Lavoro all’Università degli Studi di Verona, Laura Dal Corso, Professoressa Associata del Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova, Antonia Ballottin, Psicologa del Lavoro del Centro Provinciale di Riferimento per il Benessere Organizzativo. Con loro sul palco si sono alternati gli specialisti ULSS 9 dello SPISAL, Risk Management e Servizio Prevenzione e Protezione, insieme a psicologi e neurologi, per approfondire da diverse prospettive il tema della violenza sugli operatori sanitari.
L’argomento è stato affrontato anche con un approccio comunicativo innovativo, con alcuni dipendenti ULSS 9 che hanno messo in scena tre rappresentazioni di atti di violenza simulati: un giovane che aggredisce un’infermiera; un’aggressione verbale in seguito allo spostamento di una prestazione programmata; un episodio violento con un malato psichiatrico che richiede l’intervento delle Forze dell’Ordine.
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