Presentato “Verona Atlante di Genere”, per una città progettata con uno sguardo di genere

Redazione

| 01/12/2025
Il progetto mappa bisogni, servizi e spazi cittadini da una prospettiva di genere per costruire una web-map utile alla vita quotidiana delle donne e guidare politiche urbane più eque.

Approfondire i differenti bisogni della cittadinanza e le diverse funzioni della città in una prospettiva di genere, con l’obiettivo di scattare una fotografia quanto più realistica della città, acquisendo e mappando tutta una serie di informazioni, luoghi e servizi sul territorio utili o necessari alla vita quotidiana delle donne per favorire le infinite connessioni tra tutti gli esseri umani e per liberare energie e tempo preziosi che le donne possono dedicare al proprio benessere e alla realizzazione dei propri desideri nella società e nel mondo del lavoro, da un lato, realizzando una web-map che sia strumento di supporto della vita quotidiana del genere femminile e, dall’altro, per supportare le diverse politiche e strategie cittadine di cambiamento che abbiano al centro la vita quotidiana di bambine, ragazze e donne, nello spazio pubblico, ma anche nella vita privata.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Occorre pensare, infatti, alla città come luogo di vita e di lavoro anche per le donne, in relazione costante con la vita di tutte le persone, nelle sue componenti tanto pubbliche quanto private, per poi pianificarla, progettarla e realizzarla in una prospettiva di genere, così favorendo l’inserimento delle stesse a pieno titolo nella forza lavoro retribuita, non dimenticando che – oltre che giusta sotto il profilo delle pari opportunità tra donne e uomini – come attestano gli esperti, l’occupazione femminile e la sua adeguata retribuzione sono un importante volano di crescita economica per il Paese.

Per fare un esempio, in tutto il mondo il 75% del lavoro di cura non retribuito (lavoro che si rivolge alle categorie più fragili della cittadinanza: bambine e bambini, persone anziane, persone con disabilità) è sulle spalle delle donne e ciò condiziona le loro esigenze di spostamento nella città: pianificare e progettare Verona con attenzione alle responsabilità di cura delle donne, facendo ad esempio attenzione alla modalità di spostamento consueto per molte donne, caratterizzata da più tappe concatenate (cd. trip-chaining), significa pianificare e progettare la città prestando attenzione alla mobilità e all’intermodalità cittadine che devono consentire spostamenti non solo tra il quartiere del centro storico e gli altri quartieri, ma anche tra i quartieri della città limitrofi al centro storico, anche tramite, tra l’altro, un reticolo di ciclabili che le donne possano percorre in sicurezza anche con bambine e bambini affinché crescano nella cultura della sostenibilità di ogni attività umana.

LEGGI LE ULTIME NEWS

Questi gli obiettivi a cui mira l’Amministrazione comunale scaligera, che vuole dotare Verona di un “Atlante di Genere”, sull’esempio di altre città come Milano, Bologna, Parma, Ferrara.

Il progetto è stato illustrato alla cittadinanza giovedì 27 novembre, nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri, dalla vicesindaca e assessora alla Parità di Genere, Barbara Bissoli, insieme alla consigliera comunale con delega del Sindaco alle Pari Opportunità, Beatrice Verzè, con Florencia Andreola e Azzurra Muzzonigro dell’associazione Sex and The City APS, Nerea Rodet e Lia Farina de Il Borgo Delle Donne, Caterina Bonetti assessora alle Pari Opportunità del Comune Di Parma, Elena Lattuada delegata alle Pari Opportunità del Comune di Milano e Emily Clancy vicesindaca e delegata alle Pari Opportunità del Comune di Bologna. 

“Atlante di genere” e “Gender Atlas” sono oggi un marchio registrato da “Sex & the City APS” come metodologia di analisi e osservazione delle città da una prospettiva di genere e che Milan Gender Atlas/Milano Atlante di genere è stato selezionato da EIGE (European Institute for Gender Equality) fra le 10 best practices sul Gender Mainstreaming per l’European Green Deal.

LEGGI ANCHE: Ospedale Borgo Trento, sportello unico per accettazione, ticket e prenotazioni

Il progetto “Verona Atlante di Genere”

Il progetto denominato “Verona Atlante di Genere” è in fase di sviluppo, a partire dalla diffusione di un questionario online.

«Lo sguardo di genere – afferma la vicesindaca Barbara Bissoli – accende una luce di attenzione sugli aspetti della differenza femminile da sempre pretermessi nella osservazione, nella progettazione e nella realizzazione delle città: il corpo delle donne, il carico di lavoro non retribuito che grava sulle spalle delle donne, la violenza maschile. I modelli urbani del Novecento ci hanno consegnato, infatti, città pianificate e realizzate dagli uomini e per gli uomini, per gli spazi di vita e di lavoro degli uomini. Indossare gli occhiali di genere nell’osservazione e nell’analisi della città è un’azione necessaria, non più procrastinabile, affinché le politiche cittadine concorrano a (ri)generare la Città con migliori condizioni di vita per tutte e per tutti. Confidiamo che il metodo di osservazione e di analisi della vita quotidiana nella città proposto dall’Atlante di Genere possa coinvolgere, a partire dal questionario che diffondiamo, quante più persone, non solo ragazze e donne, anche tramite associazioni e realtà del territorio, per costruire tutte e tutti insieme una città più equa e inclusiva».

«Crediamo – chiarisce la consigliera comunale Beatrice Verzè – che avere uno sguardo di genere sulla città nel programmare le politiche pubbliche sia tra le priorità di questa amministrazione e risulta essere frutto di una responsabilità istituzionale che non possiamo ignorare. Lo abbiamo dimostrato in questi anni di mandato e lo ribadiamo con la volontà politica di adottare un Atlante di genere che ci permetta di avere una fotografia chiara della condizione femminile a Verona. Abbiamo la fortuna di contare su tantissime associazioni e realtà del territorio che da sempre si occupano di questi temi e che contribuiscono ogni giorno a decostruire la cultura patriarcale e costruire alleanze fondamentali per rendere la nostra città a misura di tutte le soggettività. Una Verona femminista è possibile e noi non vediamo l’ora di realizzarla assieme».

Gli ambiti di analisi

La ricerca si concentrerà su sei ambiti di analisi e di interpretazione della città da una prospettiva di genere:

  1. mobilità: indagine sulla mobilità delle donne, i mezzi di trasporto utilizzati, le esigenze e le abitudini specifiche, i tempi di percorrenza, ecc.
  2. servizi e salute: verifica e mappatura del sistema dei servizi pubblici maggiormente utilizzati e più necessari per la vita quotidiana delle donne, sulla base di ricognizioni, dati statistici e in relazione ai bisogni legati alla salute;
  3. spazio pubblico: la percezione di (in)sicurezza e (in)accessibilità degli spazi pubblici cittadini, le cause (i fattori che concorrono in positivo o in negativo a questa percezione) e le possibili soluzioni;
  4. abitazione/cohousing e accesso alla casa: condizioni abitative delle donne e, in particolare, delle donne sole con figli, vittime di violenza, anziane;
  5. sfera simbolica/toponomastica e statuaria: mappatura delle strade e delle statue dedicate alle donne, indicando le percentuali relative alla rappresentazione pubblica dei diversi generi e definendo prospettive esistenti e possibili per ridurre il divario;
  6. occupazione femminile locale: panoramica per inquadrare in termini più generali la condizione femminile delle donne residenti a Verona. 
Le notizie del giorno, ogni sera, gratis, come vuoi. Clicca qui 👇

Condividi ora!