Il pranzo al sacco ancora bandito dal centro storico, ma si pensa alla mappatura dei luoghi idonei

L’ordinanza antidegrado non è una novità (è anzi di tosiana memoria) e vieta di consumare all’aperto il cibo in molti spazi del centro. A chiedere delle “zone franche” dove mangiare senza preoccupazioni, in primis è stata l’Anca, (Animatori culturali ambientali). Ora Palazzo Barbieri sta riflettendo sul tema e abbozza qualche punto che potrebbe prestarsi all’attività, evitando il rischio “bivacco” nei luoghi simbolo della città.

Le riflessioni sono partite dopo la richiesta che è arrivata in prima circoscrizione. Il Comune ha iniziato a riflettere e ad ipotizzare mete per i turisti, ma anche e soprattutto per le scolaresche  che vengono in visita in città e poi da qualche parte la merenda la vogliono pur  mangiare.

Al momento si accarezza l’idea di alcuni spazi ad hoc come l’ex Macello, in zona Filippini, e alla Dogana dell’acqua, ma non è escluso l’ex Arsenale, a pochi passi da Castelvecchio o il parco di via Ippolito Nievo nei pressi della stazione di terra della funicolare oppure il parco Raggio di Sole, sui bastioni a ridosso di Porta Nuova. Al di là delle zone da individuare, rimane comunque attuale il tema dell’efficacia delle ordinanze antidegrado entrate in vigore diversi anni fa ma non accompagnate da un numero adeguato di sanzioni.