Poteste in Francia, ma il carburante più caro è sempre in Italia
Mentre in tutta la Francia infuria la protesta dei cosiddetti “gilet gialli” contro il caro-carburanti, con scontri che hanno provocato un morto e più di 400 feriti fino ad oggi, in Italia stiamo pagando in media la benzina l’11,4% in più rispetto ai cugini d’Oltralpe che possono risparmiare oltre 9 euro (9,4) a ogni pieno rispetto a noi, mentre sul diesel lo scarto è della metà, pari a 5,36% e 4,4 euro al litro di minori costi sempre a favore dei francesi.
A dirlo è l’Unione europea delle cooperative Uecoop su dati Globalpetrolprices.com in relazione alle proteste che stanno scuotendo la Francia dopo che il governo di Parigi ha annunciato l’aumento delle tasse sul gasolio per 6,5 centesimi al litro e quelle della benzina per 2,9 centesimi a partire dal primo gennaio prossimo. Ma anche con questi rincari – spiega Uecoop – i carburanti francesi saranno, seppur di pochi centesimi, più convenienti di quelli italiani che rimangono ancora purtroppo quelli in media più cari al mondo con la benzina a 1,65 euro al litro e il diesel a 1,56 euro al litro, pur con differenze fra nord e sud, fra pompe private e quelle dei grandi marchi dell’energia.
Un salasso quotidiano per famiglie e imprese in un Paese dove circolano oltre 41,6 milioni di veicoli fra camion, furgoni, auto e bus secondo un’elaborazione Uecoop su dati Unrae. A subire gli effetti del caro benzina – sottolinea Uecoop – sono tutti i comparti dove operano anche le 80mila cooperative presenti in Italia: dai trasporti alla meccanica, dalla farmacia all’elettronica, dagli alimentari ai servizi di assistenza agli anziani e ai disabili con i trasporti e i servizi a domicilio. L’aumento della spesa energetica ha un doppio effetto negativo perché – sottolinea Uecoop – riduce il potere di acquisto dei cittadini e delle famiglie, ma aumenta anche i costi delle imprese. L’alto livello dei prezzi dei carburanti rispetto alla grande maggioranza degli altri Paesi europei – conclude Uecoop – è sempre stato uno degli elementi di svantaggio competitivo per l’economia dell’Italia dove l’88% delle merci viaggia su gomma.
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