Porta Nuova risplende grazie all’intervento di restauro

Il restauro di Porta Nuova è terminato: è il primo vero intervento conservativo realizzato su tutto il manufatto negli ultimi decenni. I lavori più recenti risalgono infatti a più di 20 anni fa, limitati alla pulizia dei paramenti e al disboscamento delle erbacce.

Si è concluso oggi il restauro di Porta Nuova: l’intervento, iniziato nell’ottobre del 2019, sarebbe dovuto finire l’estate scorsa, ma a causa della pandemia i lavori si sono protratti per qualche mese in più. Grazie all’opera conservativa ora la principale porta d’ingresso della città è tornata a risplendere, dopo oltre 20 anni dall’ultimo lavoro realizzato per ripulirne i paramenti ed eliminare le erbacce.

A visitare il sito, questa mattina, il sindaco Federico Sboarina, insieme all’assessore ai Lavori pubblici Luca Zanotto, al soprintendente Vincenzo Tinè e all’ingegnere Francesco Tieni. «Questo restauro è un segnale di ciò che stiamo facendo per restituire ai veronesi e ai tanti turisti che arriveranno una città sempre più bella e fruibile» ha detto il sindaco, che sottolinea l’importanza di Porta Nuova quale monumento simbolo di Verona.

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Una formula che, per effetto del Decreto legislativo del 18 aprile 2016 (articoli 19 e 115), ha permesso all’Amministrazione di avvalersi della formula della “sponsorizzazione tecnica”, ottenendo così il restauro completamente gratuito dell’edificio storico, per un’operazione a vantaggio dei veronesi ma anche dei turisti. Il tutto, a costo zero per il Comune. Le spese del restauro sono state infatti a carico del Raggruppamento temporaneo che si è aggiudicato il bando per la sponsorizzazione tecnica riguardante l’intervento di Porta Nuova, con a capo la ditta The Media S.r.l., leader a livello nazionale nel settore sponsor, Tieni Costruzioni 1836 S.r.l. incaricata dell’esecuzione dei lavori e DMA Associati S.r.l. per la parte dei servizi tecnici. Circa un milione di euro il costo dei lavori, progettazione compresa. Un restauro complesso e minuzioso, che non ha risparmiato nemmeno un centimetro della Porta. Dalla rimozione delle erbacce e delle sterpaglie presenti tra i muri e sul tetto, alla rimessa in pristino delle masse lapidee, dalla sigillatura al restauro conservativo, fino alla ripresa del colore naturale delle murature, ogni piccolo intervento ha contribuito al risultato finale.

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Porta Nuova prima dell’intervento di restauro.
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Porta Nuova dopo il restauro.

Un ruolo da protagonista nel restituire splendore al monumento l’avrà poi l’illuminazione. Le luci infatti, pur tenendo conto delle peculiarità specifiche di Porta Nuova, sono state progettate per diventare elemento di design, con installazioni realizzate apposta per Verona. Viste le peculiarità storico e artistiche del monumento, il progetto di conservazione e valorizzazione è stato vagliato dalla Soprintendenza, che ne ha seguito l’evoluzione per gli aspetti di competenza. Completata la parte esterna, l’attenzione può spostarsi  all’interno, più di 3 mila metri quadrati di superficie da ripulire e riprogettare, per rendere la Porta omogenea e usufruibile, attraverso un progetto che la renda visitabile in sicurezza, tetto compreso. 

«Un recupero davvero bellissimo e naturale, che ha ridato a Porta Nuova il suo antico splendore ma preservandone le caratteristiche originali – ha detto il sindaco –. È un intervento a cui tenevamo parecchio e che abbiamo realizzato nonostante i mesi di difficoltà legati alla pandemia. Anche questo è un segnale di ciò che stiamo facendo per restituire ai veronesi e ai tanti turisti che arriveranno una città sempre più bella e fruibile. Ricordo che erano davvero decenni che non si interveniva su questo monumento, negli anni passati ci si limitava a qualche pulizia o a liberare la Porta dalle erbacce. Questo è uno dei simboli cittadini, il biglietto da visita per chi arriva a Verona, era impensabile lasciarlo nell’incuria. Valore aggiunto del progetto è che, grazie alla formula della sponsorizzazione, non è costato un euro all’Amministrazione. Ora possiamo concentrarci su come renderla fruibile e valorizzarla ancora di più».

«Dopo un breve stop forzato durante il lockdown, i lavori su Porta Nuova sono ripresi spediti per recuperare il tempo perso – spiega Zanotto -.  E’ stato fatto un lavoro senza precedenti, tenendo conto che avevamo a che fare con un monumento di elevato pregio e per il quale sono state  necessarie le dovute cautele. Stiamo giù ragionando sugli interni, su come procedere per un restauro che riguardi Porta Nuova nella sua totalità, l’ideale sarebbe utilizzare la formula della sponsorizzazione anche per questi spazi. L’obiettivo finale è certamente quello di aprire il monumento al pubblico». 

«Quando un anno fa sono arrivato a Verona, la Porta era già impacchettata per il restauro – ha aggiunto il soprintendente Tinè -. Oggi la vediamo finalmente sgombra dai ponteggi, che tuttavia hanno consentito un lavoro davvero curato, filologico, complicato, che è stato strettamente seguito dai nostri funzionari insieme al Comune e alle ditte incaricate. Condivido la prospettiva dell’Amministrazione di farla diventare di nuovo ‘porta’, una sorta di hub veronese in cui si prende contatto con la storia della città».