Il ponte di Avesa entra a gamba tesa sulla campagna elettorale
Amministrazione, Pd, Tosi: tutti vogliono il ponte sul progno di Avesa
Tecnici al lavoro, ieri, sul torrente di Avesa per concludere la progettazione della strada di collegamento tra via Camposanto e via della Consortia. Un ponte transitabile lungo 10 metri che permetterà di attraversare il progno agilmente, senza dover circumnavigare i quartieri.
Sul posto anche il sindaco di Verona Federico Sboarina e l’assessore alle Strade Marco Padovani, per visionare l’ipotesi di progettazione più accreditata, una strada percorribile in entrambi i sensi, con un passaggio pedonale laterale. Un intervento del valore di 300mila euro.
«La progettazione è avviata» ha detto il sindaco. «Le criticità degli ultimi anni hanno bloccato questa infrastruttura necessaria al quartiere, ma è già inserita nel Piano triennale delle Opere pubbliche. In questi anni le emergenze si sono susseguite con estrema rapidità. Prima la tragedia del ponte Morandi che ci ha portati a investire milioni di risorse per monitorare e verificare la staticità dei cavalcavia cittadini e poi per la messa in sicurezza delle scuole resa necessaria dal Covid e dai protocolli che abbiamo attivato per la ripresa delle attività».
«Oggi tutta questa fase emergenziale straordinaria è finita – continua il sindaco –, possiamo riprendere anche con la progettazione, procedere con il finanziamento e, l’anno prossimo, eseguire i lavori. Ricordo che la priorità si è spostata su ponte Nuovo, dove è in corso un grande cantiere, perché la struttura è risultata effettivamente a rischio crollo, ovviamente questo ha comportato una revisione delle priorità».
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Replica il Partito Democratico della Seconda Circoscrizione, che annuncia anche una manifestazione in piazza per domenica 22 maggio: «L’opera è davvero indispensabile, ma gli avesani meritano rispetto. La promessa a venti giorni dal voto di Sboarina non è credibile».
La Seconda Circoscrizione è presieduta dalla candidata Pd per il consiglio comunale Elisa Dalle Pezze. Il gruppo Pd continua: «Durante l’Amministrazione Tosi 2007/2017, le richieste degli abitanti di Avesa e le firme furono consegnate al Presidente di allora, Bozza, perché era già evidente la pericolosità del guado di via Camposanto. Dal 2012 al 2017 Tosi non trovò mai le risorse per realizzare l’intervento».
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Conclude il Partito Democratico della Seconda Circoscrizione: «L’unico candidato credibile per la realizzazione del ponte sul progno di Avesa è Damiano Tommasi, perché i candidati del Pd che lo sostengono, da sempre lo chiedono e domenica scorsa in Piazza ad Avesa abbiamo illustrato la fattibilità della proposta. Torneremo in piazza anche domenica 22 maggio. Agli avesani non serve propaganda a pochi giorni dal voto, ma amministratori seri pronti ad ascoltare i loro bisogni».
Sul tema, Flavio Tosi e Alberto Bozza avranno sicuramente da aggiungere qualcosa, infatti hanno convocato una conferenza stampa per domani, ad Avesa, con Lista Tosi e Forza Italia. Oggetto: «Il nuovo ponte ad Avesa. Approveremo il progetto nei primi 100 giorni».
L’assessore alle Strade Marco Padovani ha aggiunto: «I nostri tecnici stanno effettuando tutte le misurazioni per concludere lo studio di fattibilità. Nel frattempo procederemo con il finanziamento dell’opera e la progettazione definitiva ed esecutiva. Si tratta di un’infrastruttura necessaria ai cittadini che risiedono e lavorano ad Avesa, dopo tutte le emergenze degli ultimi anni, siamo pronti a realizzarla».
La nota del Comune di Verona
«Con l’alluvione del settembre 2018, il transito tra una sponda e l’altra del torrente era divenuto inagibile. Il Comune si era mosso tempestivamente per ripristinarlo, ma il Genio Civile, e quindi la Regione Veneto, era intervenuto perché la priorità era evitare il rischio idrogeologico e le esondazioni quando il progno era in piena. Si tratta, infatti, di un ‘letto’ che con le piogge si riempie velocemente, soprattutto visti i fenomeni temporaleschi di forte intensità degli ultimi anni. La Regione Veneto era quindi intervenuta per ripristinare gli argini con massi ciclopici, creando un fossato di 2,5 metri di altezza».
«La tragedia del ponte Morandi di Genova, infatti, aveva alzato l’allarme nazionale sulla staticità dei cavalcavia. L’Amministrazione comunale, mentre finanziava e verificava la tenuta dei ponti cittadini, aveva anche interpellato il Comfoter di Supporto e il Genio Pontieri di Piacenza, per creare una struttura temporanea prefabbricata. Ma gli investimenti sono poi ricaduti sulle strutture da rinforzare, per eliminare ogni rischio per gli utenti della strada: 3 milioni per Ponte Nuovo, 2 milioni e 100 per il cavalcavia di viale Piave, 200 mila euro per canale Camuzzoni. Lavori mai fatti prima. E nel mezzo il Covid, con l’urgenza di adeguare tutte le scuole per consentire ai bambini di ritornare in classe in tutta sicurezza».
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