Ponte Nuovo, Traguardi propone una passerella ciclopedonale: «Già fatto in passato»
Chiusura Ponte Nuovo: Traguardi lancia l’idea di una passerella pedonale o ciclopedonale
Ponte Nuovo è al centro del dibattito politico e pubblico a Verona in questi giorni. Martedì l’annuncio dell’amministrazione: trovati reperti storici, di valore non archeologico, ma i lavori continuano. Lavori però ben più lunghi e complicati rispetto a quanto preventivato negli scorsi mesi dal Comune. La chiusura al traffico veicolare è prevista almeno fino all’estate. Poi si dovrebbe aprire almeno una corsia. E allora insorge la Corporazione esercenti del centro storico, cui risponde piccata Confcommercio.
I lavori d’altro canto non erano più prorogabili, come aveva sottolineato il sindaco. Dal movimento civico Traguardi oggi arriva una proposta: costruire una passerella provvisoria, almeno per ciclisti e pedoni, come d’altro canto è già stato fatto proprio per le precedenti ricostruzioni dello stesso Ponte Nuovo.
«I lavori, che sarebbero dovuti durare cinque mesi, dureranno invece due anni. È abbastanza normale che i tempi per un intervento pubblico di simile portata siano più lunghi del previsto, ma proprio per questo motivo sarebbe stato opportuno informare prima e meglio la cittadinanza, mettendo in chiaro da subito che una dilatazione delle tempistiche era possibile e predisponendo alternative per la viabilità carrabile e pedonale», afferma Tommaso Ferrari, consigliere comunale di Traguardi.
«Se sistemare il ponte Nuovo è più urgente che mai, anche a causa dell’incuria dimostrata dalla precedente Amministrazione Tosi, crediamo che già adesso si possano fare molte cose per tutelare il quartiere e attutire il disagio della popolazione».

Le proposte di Traguardi vanno dal rendere la zona di cantiere più decorosa, sfruttando questa occasione anche per informare veronesi e turisti sull’intervento in corso attraverso un cronoprogramma affisso sulle barriere, fino al prevedere una passerella pedonale o ciclopedonale per facilitare il transito da una riva all’altra. «Fantascienza? Tutt’altro» secondo Traguardi.
«Per una città come Verona, che si sviluppa a cavallo di un fiume importante, il tema è già stato affrontato in passato con questo tipo di soluzione», spiega Pietro Trincanato, storico e presidente di Traguardi. «A pochi mesi dalla grande alluvione del 1882, quando il ponte Nuovo risultò il più danneggiato fra i ponti cittadini, l’Amministrazione comunale aveva già fatto allestire un ponte provvisorio carrabile e pedonale».
«Negli anni Trenta del Novecento, quando il ponte Nuovo fu demolito per essere sostituito e ricostruito a qualche metro di distanza, il passaggio da una sponda all’altra venne garantito tramite una passerella pedonale. La stessa cosa avvenne dopo la Seconda guerra mondiale, durante la ricostruzione post bellica dei ponti minati dai soldati tedeschi in ritirata».

Essendo stato spostato rispetto alla sua posizione originale, il passaggio sarebbe già provvisto di due sporti per l’aggancio di una passerella temporanea. «La soluzione è già stata adottata in altri contesti italiani grazie alla collaborazione del Genio Militare», sottolinea Ferrari. «Sappiamo che fra qualche tempo il passaggio pedonale verrà riaperto nell’area di cantiere, ma farlo rallenterà inevitabilmente i lavori sul ponte che andrebbero più spediti, se fosse chiuso del tutto. Per questo la realizzazione di un attraversamento temporaneo alternativo andava presa in considerazione. È un grave errore che non sia stata strutturata un’alternativa, ma crediamo che sia ancora possibile iniziare un dialogo con il Genio Militare, per lo meno per valutare la fattibilità dell’opera, dal momento che il cantiere di ponte Nuovo non terminerà a stretto giro».
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