Ponte Crencano, dai campi al quartiere

Il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini, è intervenuto su Radio Adige Tv per parlare del quartiere di Ponte Crencano e della sua nascita.

Nato negli anni ’50 il quartiere di Ponte Crencano è una zona particolare, a partire dalla genesi del suo nome. A parlarcene è stato il fondatore di APS Quartiere Attivo, Davide Peccantini.

«Ponte Crencano si localizza nella 2^ Circoscrizione, tra le zone di Quinzano, Avesa e Borgo Trento. Questo quartiere si chiama così perchè, come si riportato in una mappa del 1700, c’era un ponte che permetteva il passaggio sopra il torrente e la “crencanella” era una bassa erba che cresceva spontanea ai lati del torrente. Quindi Ponte Crencano, perchè è la zona al di là del ponte dove cresce questa radichella selvatica».

Il capitello di Arcarotta

«Nel 1907 la zona era adibita a campi, perchè il quartiere nacque dagli anni ’50 in poi. Le prime costruzioni quindi arrivano in quegli anni, ma prima di allora c’era il capitello dell’Arcarotta, che risale al periodo post-medievale».

I lavatoi di via Leno

«In via Leno, in località Cà di Cozzi, furono inaugurati nell’aprile del 1931 dei lavatori per i cittadini. Un altro esempio di lavatoio comunale nello stesso stile si trovava davanti alla piazza di San Giuseppe Fuori le Mura in Borgo Venezia ma furono abbattuti negli anni ’30-’40. C’era anche la ferrovia Verona-Caprino e c’era la fermata Cà di Cozzi e Quinzano».

«Con la costruzione di alcuni palazzi nel 1958 Ponte Crencano prese forma e aumentò l’urbanizzazione del quartiere e si pose un problema sulla parrocchia. Venne ufficialmente istituita nel 1963 ma le celebrazioni erano nella chiesa di San Giuliano, ma dove c’è oggi la chiesa c’era un campo dove si svolgevano le gare di corsa, le partite di calcio. All’inizio degli anni’80 venne inaugurata la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice al centro del quartiere».

Il cantiere della chiesa