Polemiche sulla mensa delle Massalongo, Viviani: «Accuse ingiustificate»
Redazione
La presidente di AGEC, Anita Viviani, risponde alle segnalazioni del comitato di ristorazione della scuola Massalongo, che ha denunciato la scarsa qualità dei pasti serviti nelle mense scolastiche, evidenziando un crescente rifiuto del cibo da parte degli alunni e un conseguente spreco alimentare ed economico. Secondo i genitori, alcuni bambini si limiterebbero a mangiare solo pane e bere acqua, ritenendo le pietanze poco appetibili. La protesta è giunta anche al Comune di Verona, che copre parte del servizio mensa, e ha sollevato la necessità di verificare l’effettiva qualità del cibo, il suo processo di preparazione e trasporto, per capire se il problema sia legato alla materia prima, alla cottura o a una mancanza di educazione alimentare.
Di fronte alle critiche, Viviani difende il servizio gestito da AGEC, ribadendo che la qualità degli alimenti è garantita da rigorosi controlli e da un’attenta selezione dei fornitori. Di seguito la sua dichiarazione completa:
«In relazione alle segnalazioni sulla gradibilità dei cibi avanzate dai genitori del comitato di ristorazione della Scuola Massalongo e relativo articolo di stampa, corre il dovere di precisare che Agec è sempre in ascolto delle esigenze della comunità educante composta in prima istanza da bambini, insegnanti e genitori, ed ha sempre dato piena disponibilità a valutare e a rimediare alle criticità che si possono verificare nello svolgimento del servizio. Non possiamo tuttavia permettere che affermazioni apodittiche prive di riscontri oggettivi suscettibili di verifica mettano in dubbio la qualità dei cibi che vengono serviti ai bambini».
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«Su questo voglio essere chiarissima: i tempi in cui ci si chiedeva che cosa finisse nel piatto dei bambini sono finiti. L’assenza di un elemento oggettivo in queste segnalazioni riguardanti la qualità dei cibi somministrati nelle mense scolastiche veronesi rappresentano un’accusa grave e ingiustificata».
«L’azienda seleziona tutti i suoi fornitori attraverso bando di gara pubblica nel rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) che per le derrate alimentari stabiliscono per ciascun prodotto la componente minima di certificazione biologica, Dop o Igp. Per fare qualche esempio: legumi, almeno il 50% bio o certificati; cereali, almeno il 50% bio o con certificazione di qualità; formaggi: 30%; latte, yogurt e uova: 100% bio, ecc. Grazie a una miglioria di gara, nel corso dell’anno scolastico si tengono 50 giornate in cui il menu viene composto al 100% da prodotti biologici/DOP/IGP locali».
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«Il 100% delle derrate alimentari che finiscono nelle mense provengono da fornitori locali, dovendo con questa espressione intendersi non tanto il contadino sotto casa, che non avrebbe la possibilità di soddisfare l’enorme domanda di approvvigionamenti, ma grossisti stabiliti e operanti all’interno della regione Veneto. Per dare una indicazione, ogni anno vengono acquistati 45 mila chilogrammi di carne e pesce, 229 mila chilogrammi di frutta, verdura e legumi; 32 mila litri di latte; 147 mila confezioni di yogurt; 9 mila uova, e via elencando».
«In questo enorme lavoro di acquisizione, lavorazione, preparazione e somministrazione che porta ogni giorno il pasto all’interno di 126 scuole veronesi, Agec sovrintende attraverso una fitta rete di migliaia di controlli e di visite ispettive che costituiscono peraltro una componente sempre più rilevante del prezzo finale del pasto».
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«Le non conformità segnalate vengono immediatamente prese in carico e processate facendo partire tutte le verifiche, le contromisure e le eventuali sanzioni che si rendono necessarie. Si è investito per riaprire le cucine in tutte le scuole predisposte ad accogliere tale funzione riducendo la quota di pasto trasportato che comunque beneficia di una rete di centri cottura intermedi tale da ridurre le distanze e quindi i tempi del servizio».
«Tutto è perfettibile. Come tutti i sistemi, anche le mense scolastiche hanno bisogno del contributo di tutti, genitori compresi. Sullo scarto eventuale esistente tra le aspettative di gusto personali e le necessità di portare avanti in tutte le scuole anche una corretta educazione alimentare ha già detto tutto l’assessora competente Elisa La Paglia annunciando le nuove iniziative da parte del Comune di Verona».
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