Polemica Foibe. Pd: “La memoria si deve difendere”

zardini

Arriva da parte del Pd veronese il sostegno all’Anpi scaligera a seguito delle dichiarazioni fatte ieri dal sindaco Federico Sboarina sull’evento che si svolgerà stasera alle 18.30 in via Cantarane. A scatenare il dissenso del primo cittadino, l’argomento dell’incontro (“Foibe: l’importanza di un’analisi approfondita sul confine italo-sloveno”), che secondo Sboarina potrebbe risultare riduzionista e giustificazionista.

“La memoria va difesa per intero, promuovendo il ricordo e la riflessione rispetto a tutte le atrocità della storia, la memoria non va brandita come una clava. – esordiscono i dem –  È dunque squallido il tentativo del Sindaco di gettare fango su una libera e meritoria associazione come l’Anpi che ha sempre svolto con fermezza e rigore il proprio ruolo di testimone della democrazia. Spargendo sospetto e pregiudizio su una iniziativa già di per se delicata dal punto di vista della ricostruzione storica, Sboarina contravviene agli stessi principi della cosiddetta riappacificazione nazionale di cui a parole vuole farsi promotore”.

“Non bastava il silenzio sulle provocazioni di vero e proprio revisionismo storico dei vari Donazzan e Bacciga contro cui Sboarina non ha mai proferito parola, ora il Sindaco si mette a fare pure i processi alle intenzioni, togliendo o minacciando di togliere la concessioni di spazi pubblici. – continua la nota del Pd – Il tema del confine italo-sloveno è da sempre una vicenda delicata e non è assolutamente credibile che un Sindaco come Sboarina, che di professione fa l’avvocato, abbia la verità in tasca. Sfrattando l’Anpi dopo aver concesso che una forza di chiaro stampo neofascista come Forza Nuova si insediasse nel cuore di Verona, Sboarina raggiungerebbe il punto più basso della propria carriera. Sorprendente, poi, che nel mirino censorio di Palazzo Barbieri finiscano quegli stessi studenti medi con cui Sboarina dice di volere instaurare un dialogo, facendosi invitare, talvolta invasivamente, a qualunque assemblea d’istituto, dove finisce per sproloquiare ininterrottamente per ore senza alcun tipo di contraddittorio come accaduto di recente anche al Montanari. – conclude il comunicato – Scelga il Sindaco su quale piano confrontarsi: vuole davvero che gli domandiamo dov’era il 27 gennaio scorso, altro giorno della memoria, quando il suo nome era assente dagli appuntamenti ufficiali del Comune di Verona?”

Sulla vicenda si è fatto sentire anche l’Onorevole Diego Zardini (Pd) che ha chiesto a tutti di mettersi “una mano sul cuore e di smetterla con le strumentalizzazioni. Lo dobbiamo alle tante vittime della complessa vicenda del confine orientale. La storia di questa triste vicenda merita una memoria condivisa, non di parte, non strumento di propaganda politica, non revisionista, non riduzionista. È stata una tragedia per tutti, una vicenda tanto complessa quanto poco studiata. Per affrontarla serve maggiore rigore scientifico e meno politica. – conclude Zardini – L’associazione Anpi da sempre offre un grande contributo, senza ambizione di esaustività, per la ricostruzione della storia e merita non solo il rispetto di tutti ma anche il sostegno delle istituzioni, per cui nessuna minaccia può limitare il diritto dovere della ricerca della verità e della coltivazione della memoria, così come Anpi ha sempre preso debitamente distanza da ricostruzioni riduzioniste e giustificazioniste”.