Pm10, finalmente il calo. Tutto il Veronese torna in “verde”

Le condizioni meteo, prima sfavorevoli, ora aiutano una parziale "ripulitura" dell'aria del Veneto. Le zone di Verona, Legnago e San Bonifacio abbandonano dopo una settimana l'allerta 1-arancione.

verona inquinamento foschia

Una boccata d’aria fresca, è il caso di dirlo. Dopo oltre dieci giorni di superamento del limite giornaliero di polveri sottili Pm10 (50 microgrammi per metro cubo), Arpav prevede un miglioramento delle condizioni dell’aria sul Veneto. Le aree di Verona, Legnago e San Bonifacio (quindi tutto il Veronese non montano) tornano al grado di “allerta 0-verde”.

«Per domani è previsto il rispetto del valore limite giornaliero delle Pm10 in tutto il Veneto per il passaggio di una perturbazione che non porterà precipitazioni di rilievo, ma soprattutto impulsi di aria fredda proveniente da nord che determineranno nuvolosità a tratti estesa e qualche debole precipitazione sulle Dolomiti più settentrionali» fa sapere Arpav.

«Tuttavia per il giorno successivo il modello prevede già dei superamenti nelle aree centrali del Veneto. Pertanto il rientro al livello verde riguarda solo le aree in cui si prevede per i prossimi due giorni il rispetto del valore limite». Restano in rosso infatti varie zone fra Venezia, Treviso, Padova e Vicenza.

Negli scorsi giorni si era invece verificata «una situazione meteorologica di stabilità che è all’origine di un significativo e lungo episodio di accumulo degli inquinanti atmosferici» scriveva Arpav. «In questa condizione si sono registrati numerosi superamenti consecutivi del valore limite giornaliero del PM10».

I superamenti giornalieri da inizio anno, secondo i dati validati da Arpav al 30 gennaio, sono già 16 a Verona (centralina di Giarol Grande, quella “ufficiale”, mentre a Borgo Milano sono 19), 18 a Legnago, 20 a San Bonifacio.

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Bollettino PM10 attivazione allerta Arpav
Il prospetto dell’Arpav sul bollettino Pm10

Limitazioni sospese, per ora

Tornano quindi a circolare le auto private diesel Euro 4 e Euro 5 fino a mercoledì 2 febbraio compreso, quando Arpav emetterà un nuovo bollettino. Tornano a circolare inoltre i veicoli a benzina euro 2, ai diesel commerciali euro 4 e ai ciclomotori euro 1.

Rimangono, comunque, efficaci le misure base, previste da livello verde, per il contenimento delle emissioni inquinanti, e cioè, il divieto di circolazione, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, per i veicoli benzina Euro 0 ed Euro 1 e per i veicoli diesel Euro 0, Euro 1, Euro 2 ed Euro 3. Confermate anche tutte le deroghe già in vigore.

Rimane, poi, il divieto di utilizzare generatori di calore con una classe di prestazione emissiva inferiore alla classe 2 stelle e l’obbligo di utilizzare, nei generatori di calore, pellet certificato conforme alla classe A1. Come previsto dall’ordinanza 68/2019 si ricorda che è vietato bruciare sfalci, potature e altri residui agricoli: all’aperto le condizioni di combustione non ottimali provocano, ancora di più, la formazione di polveri e altri composti tossici.

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Il commento dell’assessora Segala

«Si conferma che le condizioni meteo sono una variabile importante nel determinare la qualità dell’aria nella pianura Padana, un catino che non ha ricambio di vento» ha affermato l’assessora all’Ambiente del Comune di Verona Ilaria Segala. «Resta comunque fondamentale il comportamento sostenibile di ogni cittadino».

«Stiamo cercando, grazie anche ad iniziative come ad esempio le Domeniche Ecologiche, di infondere una cultura della sostenibilità e del rispetto ambientale, incentivando gli spostamenti con bicicletta, monopattino o auto elettriche, grazie alla presenza di colonnine di ricarica ormai ovunque».

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