Piano Folin, l’architetto: «Ci sono stati ritardi, ma il piano è lì»

A margine di un incontro nella sede di Cariverona, l'architetto Marino Folin fa il punto su quel piano di riorganizzazione delle proprietà della Fondazione che porta il suo nome.

Architetto Marino Folin
Architetto Marino Folin

Un progetto che aleggia sulla città e ogni tanto torna nelle cronache: il cosiddetto “Piano Folin” è stato stilato da qualche anno, ma ancora di concreto poco o nulla è stato concluso. A che punto siamo? A parlarne è proprio l’architetto Marino Folin, che dà il nome al piano, a margine della presentazione delle attività della Fondazione Il Girasole, che si è tenuta venerdì nella sede di Fondazione Cariverona.

Il piano Folin prevede una riorganizzazione delle proprietà (dirette o indirette) di Fondazione Cariverona, a partire dalla zona dell’ex quartier generale di Unicredit in centro storico, tra le vie Forti e Garibaldi, ma anche sedi ancor più storiche come il Palazzo del Capitanio e Castel San Pietro. Nuove funzioni commerciali, alberghiere, di congressi per il primo, e destinazioni museali per le seconde.

Ma a che punto siamo con questo piano? «Diciamo che siamo lì, ma ci sono stati una serie di ritardi nella sua esecuzione» spiega l’architetto Folin. «Il piano prevede nell’area che era dell’Unicredit una struttura alberghiera polivalente. Da qui discendono tutti gli altri interventi, che sono interventi invece di tipo sociale e pubblico: al Palazzo del Capitano una parte del museo della città, a San Pietro un’altra parte del museo della città. Opere pubbliche plurifunzionali, ma con un fondo dedicato alla storia della città di Verona».

LEGGI ANCHE: Chiusura Ztl, Traguardi: «Centro più sicuro, contro le fake news»

«Verona è una città ricchissima di musei, è una città museo, ma l’idea è che questi due musei potessero contribuire a mettere in rete l’insieme delle strutture culturali presenti in città. Purtroppo l’iniziatore di tutto questo, che dipende dalla parte delle banche per trovare i soldi per poter fare il resto, è rimasto fermo per una serie di motivi e speriamo che adesso si riprenda».

Al Palazzo del Capitanio troverebbe quindi spazio la storia di Verona dal Trecento all’epoca moderna. A San Pietro, sul colle dove si insediarono i primi “veronesi” decine di secoli fa, la storia della città dagli albori al Trecento.

L’idea dell’architetto Folin è che i poli museali debbano essere aperti alla città. Da qui nasce la proposta del “Luvr“, evidente gioco di parole sul Louvre parigino, ma che significa “Laboratorio urbano Verona“. Una sede quindi anche di ricerca, di studio sulla città del domani, da affiancare a quella museale di Castel San Pietro.

LEGGI ANCHE: Verona, entrano in servizio 17 nuovi medici di base (su 213 zone carenti)

Il polo alberghiero nel centro della città vecchia non rischia di creare criticità per quanto riguarda l’accesso e i parcheggi? Questa è una delle critiche più frequenti al piano Folin. L’architetto non vede ostacoli particolari: «Si può arrivare in taxi o in macchina, e dopo la macchina si porta da un’altra parte. Questo però va di pari passo con il problema del traffico a Verona. Forse sarebbe opportuno generalizzare a tutta la parte romana di Verona l’isola pedonale. Da questo punto di vista, allora c’è un problema di creare una serie di reti di parcheggi fuori dalla città e connesso con piccoli minibus con le strutture alberghiere che sono situate al centro. Questo però non riguarda la Fondazione. Questo si vedrà con la nuova Presidenza della Fondazione e con l’amministrazione comunale, perché le due cose devono andare di concerto».

L’amministrazione Tommasi, viste le recenti decisioni sulle pedonalizzazioni e chiusura della Ztl, su questo punto sollevato dall’architetto Marino Folin sembra avere decisamente la porta aperta.

Le parole dell’architetto Folin

LEGGI ANCHE: Idee per l’ex Seminario di San Massimo: svelate le tre proposte vincitrici