Pfas, Greenpeace: “Ora bonificare aree inquinate”

Chiede la deliberazione dello Stato di Emergenza e lo sblocco dei fondi (80 milioni di euro) per la bonifica delle aree il governatore del Veneto Luca Zaia. Ieri l’ufficializzazione dei limiti di concentrazione di Pfas nelle acque potabili a 90 nanogrammi per litro (somma di Pfoa e Pfos).

La concentrazione di sostanze perfluoro-alchiliche nelle acque potabili venete d’ora in poi avrà un limite.

Sembra non essere solo un annuncio quello del governatore del Veneto Luca Zaia, che ieri ha reso ufficiale la decisione di abbassare la soglia massima di concentrazione di Pfas nelle acque potabili venete a 90 nanogrammi per litro, intesi come somma di Pfoa e Pfos.

Nei comuni della zona rossa il limite sarà ancora più severo: tra Vicenza, Verona e Padova, le zone più colpite dovranno stare ben attente a non superare i 40 nanogrammi per litro di Pfoa.

Conseguenza del mancato sostegno del Governo, spiega Zaia, la decisione si concretizza con una lettera del governatore al Presidente del Consiglio Gentiloni e ai Ministri della Salute Beatrice Lorenzin e dell’Ambiente Gianluca Galletti, nella quale Zaia chiede la deliberazione dello Stato di Emergenza nella Regione, più lo sblocco dei fondi statali pari a 80 milioni di euro, necessari alla realizzazione di nuovi acquedotti che permetteranno di portare acqua di buona qualità alle zone più colpite.

Meglio tardi che mai, incalza Giuseppe Ungherese di Greenpeace. “Bene che la Regione abbia messo mano al problema, ma bisogna agire sul fronte ambientale

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