Peste suina, Confagricoltura scrive alla Regione: «Serve un confronto sul controllo dei cinghiali»

Redazione

| 09/02/2025
Gli allevatori veneti, con Verona in prima linea, temono l’espansione della PSA. Confagricoltura Veneto chiede alla Regione un incontro per rafforzare le misure di prevenzione.

Nelle aziende di allevamento suinicole venete resta alta la preoccupazione per la possibile espansione della PSA, la peste suina africana che, ad oggi, ha decimato 120mila suini. Il virus, al Nord, ha colpito Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte, Liguria e Toscana. Il Veneto, fortunatamente, è rimasto indenne, ma il virus è arrivato a meno di un centinaio di chilometri dai confini regionali e, secondo Confagricoltura Veneto, è necessario non abbassare la guardia.

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Perciò Lodovico Giustiniani, presidente regionale dell’organizzazione agricola, e Rudy Milani, presidente della federazione nazionale di prodotto di Confagricoltura, hanno scritto una lettera agli assessori della Regione Veneto Manuela LanzarinFederico Caner e Cristiano Corazzari per chiedere un incontro in cui fare il punto sulle misure di prevenzione e controllo della popolazione di cinghiali.

«Ricordiamo che l’aggiornamento continuo della situazione è un impegno assunto negli incontri di agosto e di settembre dello scorso anno – sottolineano Giustiniani e Milani -. Siamo convinti che mantenere vivo il confronto e la collaborazione tra le istituzioni preposte alla gestione della malattia e il mondo della produzione sia necessario, oltre che utile per il rafforzamento dell’attività di prevenzione. Un aggiornamento sull’attuazione sulle biosicurezze e, soprattutto, sui risultati che si sono ottenuti nella nostra Regione sarebbe opportuno, in quanto solo con una costante azione di controllo della popolazione di cinghiali, pericolosissimo vettore di trasmissione del virus, si può contenere l’ondata epidemica. Lo dimostra anche l’attività del commissario straordinario per la Psa, Giovanni Filippini, dato che gli interventi di prevenzione messi in atto nelle zone di restrizione hanno sortito un effetto positivo, impedendo l’espandersi della malattia in altri territori».

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Come ha sottolineato recentemente il commissario, l’obiettivo al momento è «mantenere la PSA all’interno delle zone infette e non farla diffondere. I pilastri di questa azione di contenimento sono gli assi autostradali (A15 e A1), i varchi recintati che impediscano il transito dei cinghiali, azioni di depopolamento controllato e le biosicurezze e i controlli negli allevamenti. La peste suina, oltre alle aree del Nord Italia, ha colpito al Sud in Campania, al confine con la Basilicata, e in Calabria. Lo scorso settembre, dopo 40 anni, il virus è stato eradicato in Sardegna e soltanto due settimane fa a Roma e provincia».

Secondo i dati di Veneto Agricoltura le province con maggior numero di suini risultano Verona con 318.000 capi; Treviso, con 149.000; Padova con 91.000; e Vicenza con 40.000 animali. Il valore della produzione ai prezzi di base del comparto suinicolo veneto nel 2022 è stato stimato dall’Istat in 290 milioni di euro.

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