Pesche, le cause della crisi

Sembra non offrire alcun spiraglio di speranza la crisi di pesche e nettarine. Tra le cause, la concorrenza estera ma anche l’età di chi produce e la mancanza di un ricambio generazionale.

È crisi nera per le pesche, anche nel veronese. Una crisi che sembra non offrire uno spiraglio di speranza: in questi mesi gli agricoltori sono arrivati perfino a tagliare le piante, loro malgrado. Non c’è più una prospettiva di lavoro, sia per i prezzi concorrenziali delle pesche che provengono dall’estero che per la progressiva migrazione dei giovani dalle piccole alle grandi aziende.

“Quest’anno si è arrivati al capolinea. Gli agricoltori stanno levando le piante. Il treno della peschicoltura a Verona è già partita: bisogna ricominciare dai giovani e dalle dimensioni aziendali” ha commentato Pietro Spellini, vicepresidente di Confagricoltura Verona.

Insomma, la crisi di pesche e nettarine è dovuta a più fattori, spiega Pietro Spellini, vicepresidente di Confagricoltura Verona e frutticoltore di Villafranca, a partire dalle diverse condizioni meteo necessarie per ciascuna tipologia di pesca.

Il clima di Cesena è completamente diverso da quello di Verona. Le varietà di pesca che vanno bene per un certo clima non vanno bene in un altro.

Altro problema, se così lo si deve considerare, è l’età. L’età di chi produce pesche, specie nelle piccole aziende, è piuttosto avanzata e manca il ricambio generazionale.

Ci troviamo oggi con centinaia di aziende che sono a fine carriera perchè il ricambio non c’è stato. Perchè il ricavato non è tale da consentire uno stipendio ad una persona, quindi un giovane di certo non si mette a fare un lavoro del genere.

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