Perché Verona è stata tra le capitali della scherma italiana

(TIME FOTO)

Dal 25 al 27 maggio la Federazione Italiana Scherma ha affidato alla Fondazione Marcantonio Bentegodi l’organizzazione dei Campionati Italiani Cadetti e Giovani. Oltre 500 atleti hanno preso d’assalto la nostra città, confermando un’eccellenza sportiva che ci appartiene e di cui dobbiamo andare fieri.

È uno sport dove l’Italia ha sempre primeggiato o ha saputo difendersi con onore. La Fondazione Bentegodi, che grazie alla sua Sezione Scherma è la più storica rappresentante veronese di questa disciplina, ha festeggiato con orgoglio i 150 anni ospitando, su mandato della Federazione Italiana Scherma, i Campionati Italiani Cadetti e Giovani disputati all’AGSM Forum dal 25 al 27 maggio. Un onore reso ancora più importante dallo svolgimento, in concomitanza dell’evento, anche del Consiglio Federale della FIS con personaggi del calibro di Valentina Vezzali, Giampiero Pastore, Maurizio Randazzo oltre al presidente Giorgio Scarso.

A livello sportivo, i Campionati Italiani sono stati un grande ritorno per la Bentegodi, presieduta da Cristiano Tabarini, che non organizzava un evento di tale caratura, sia per presenze che per protocolli operativi, dal 1980 con gli allora Campionati Italiani Assoluti. Un momento sportivo che ha visto in pedana oltre 500 atleti tra Cadetti (dal 2001 al 2003) e Giovani (dal 1998 al 2000), il fiore all’occhiello che rappresenta il futuro di questa disciplina.

La seconda manifestazione di scherma più importante d’Italia ospitata a Verona ha premiato la continua ascesa della popolarità di questo sport, che grazie al lavoro della stessa Bentegodi vive oggi di una spinta davvero notevole, e coinvolge nella nostra città circa 100 ragazzi e ragazze, con corsi che partono già dai 3-4 anni per avvicinare i bambini all’attività fisico-sportiva. Grazie ai suoi maestri, la Bentegodi è riuscita ad intercettare un ampio vivaio, con l’obiettivo di portare qualcuno di loro, un giorno, nel gotha internazionale della disciplina delle tre armi: fioretto, spada e sciabola.

«È stato sicuramente un impegno importante» hanno commentato dalla Fondazione al termine dell’evento, «ma Verona ha risposto bene, gli spalti dell’AGSM Forum si sono riempiti nei momenti clou dell’azione e questo è stato per noi il risultato più importante».

Da segnalare anche l’indotto generatosi per le attività ricettive e ristorative della città, che con migliaia di persone coinvolte tra atleti, preparatori, squadre e famiglie hanno sicuramente beneficiato di questo evento, segnale importante dell’apertura sportiva di Verona nei confronti di un mondo, quello della scherma, quanto mai vivo e pulsante.

 

I nomi del futuro, in breve:

Dalla manifestazione di Verona emergono sicuramente i nomi dei futuri campioni tricolori della disciplina, pronti a raccogliere il testimone di una tradizione sportiva tricolore forte e duratura. Segnatevi allora Davide Di Veroli, spadista romano classe 2001 e Martina Favaretto, sedicenne di Noale (Venezia), entrambi vincitori a Verona. Tra i “gialloblu” della Bentegodi bravo Riccardo Masarin, già orientato agli Italiani 2019 che si svolgeranno a Lecce.

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