Pd, Zardini e D’Arienzo sostengono Martina

Diego Zardini Vincenzo D'Arienzo

I due parlamentari veronesi Vincenzo D’Arienzo e Diego Zardini hanno ufficializzato il proprio sostegno a Maurizio Martina per le prossime primarie nazionali alla segreteria del Partito Democratico.

Il senatore Vincenzo D’Arienzo e il deputato Diego Zardini si uniscono a Graziano Delrio, Matteo Orfini e Matteo Richetti nel sostegno a Maurizio Martina, candidato alle primarie del Pd del 3 marzo 2019.

“Dentro un quadro politico difficilissimo è stato colui che più di tutti ha cercato di rafforzare il Partito Democratico per poi allargare i propri orizzonti con un fronte largo di forze democratiche, progressiste e civiche”, hanno spiegato così la loro scelta i due parlamentari. “Stop al dibattito interno estenuante, tra fazioni opposte, che continua a distruggere tante energie e tanta voglia di fare politica che ancora c’è, e forte, nel Pd”.

“La candidatura di Maurizio Martina – aggiungono D’Arienzo e Zardini – esalta la vocazione europeista del Partito Democratico e orienta l’attenzione sugli indici di sostenibilità ambientale e sociale a cui deve puntare il nostro Paese, in particolare nei mesi antecedenti ad un appuntamento dirimente per il futuro dell’Italia come la grande sfida delle elezioni europee”.

D’Arienzo e Zardini sono concordi sulle posizioni di Martina in sulla questione settentrionale e veneta. “La nostra regione, come molte altre del centro nord di tutto hanno bisogno tranne che delle dosi da cavallo di assistenzialismo che si profilano all’orizzonte della prima finanziaria del governo giallo verde. Di fronte agli imprenditori, artigiani, commercianti e professionisti delle nostre regioni in fortissimo disagio, la risposta al Governo non possono essere i nostri litigi interni”. 

Con Martina, i due parlamentari veronesi chiedono di rilanciare l’idea federalista del Pd di autonomia delle regioni e sottolineano la necessità di coesione nel partito, vedendo nel candidato il volto del cambiamento. “Se non cambiamo il Partito, difficilmente cambieremo l’Italia” concludono D’Arienzo e Zardini.