Patrizio Del Prete nuovo segretario cittadino di Italia Viva

Già Segretario provinciale di ANIEF, Patrizio Del Prete, 58 anni, è stato eletto nelle scorse settimane Segretario cittadino di Italia Viva. Docente di professione, Del Prete ha ricevuto l'incarico di guidare il partito fondato da Matteo Renzi in città e assieme a lui, nel recente Congresso, sono stati eletti i presidenti di zona: Fausto Luciano…

Già Segretario provinciale di ANIEF, Patrizio Del Prete, 58 anni, è stato eletto nelle scorse settimane Segretario cittadino di Italia Viva. Docente di professione, Del Prete ha ricevuto l’incarico di guidare il partito fondato da Matteo Renzi in città e assieme a lui, nel recente Congresso, sono stati eletti i presidenti di zona: Fausto Luciano per la Zona Baldo-Garda; Sergio Purpura per l’Est veronese e la montagna; Danilo Montanari per l’Ovest veronese; Walter Ambrosi per la Pianura veronese. Ai neo eletti un “grazie” ed un in bocca al lupo sono stati inviati da Valeria Pernice, Presidente provinciale Italia Viva Verona e da Davide Bendinelli Presidente regionale Italia Viva Veneto.

«Le ragioni alla base della mia candidatura sono state sia di carattere personale che motivazionale e sono radicate in un’idea ben precisa: Verona deve tornare ad essere protagonista delle politiche riformiste, di quel “centro” – meglio “hub” – di relazioni tra diversi soggetti sociali ed individuali “riformisti» spiega Patrizio Del Prete.

«Un hub con una logica di rete che tenga conto dei tanti riformisti veronesi, per i quali Italia Viva funga da catalizzatore, come “centro” attrattivo per le tante competenze ed energie presenti sul nostro territorio: siamo stanchi dell’appartenenza solo ideologica ad affari dei partiti tanto di destra che di sinistra! – prosegue il Segretario cittadino di Italia Viva – Verona è una città ricca di tessuto sociale ed economico ed il futuro coordinatore cittadino dovrà, in sinergia con quello provinciale e regionale, adoperarsi per essere presente nel dibattito territoriale dei vari centri decisionali (poteri) per cercare di influenzare le scelte politiche che nel prossimo futuro avranno un impatto notevole sulla società ed economia veronese».

Patrizio Del Prete con Matteo Renzi nel luglio 2020 in un evento organizzato a Garda.
Patrizio Del Prete con Matteo Renzi nel luglio 2020 in un evento organizzato a Garda.

Del Prete critica anche il lavoro del sindaco Damiano Tommasi e della sua squadra: «L’amministrazione comunale oscilla tra una logica “paternalistica” (pietismo) ed un ambientalismo ideologico (tutti in bici!) che non tengono conto delle trasformazioni della società in termini di mobilità urbana e sviluppo del territorio (non solo fisico), fino a sfiorare la narrazione ideologica. Io, invece, mi concentrerò sullo sviluppo del territorio che tenga conto della specificità e peculiarità della città di Verona. – prosegue Del Prete. Ben venga, dunque l’idea di Verona Metropolitana, che però non dev’essere intesa come occupazione dei nuovi spazi istituzionali che si andranno a creare, per gli esclusi dalle poltrone locali, ma come nuovo stimolo e visione di una Verona città europea, proiettata verso il futuro con i suoi asset strategici nell’ambito turistico, fieristico, culturale, logistico industriale ed interportuale».

«Questa esigenza di città metropolitana sarà ancor più sentita con l’apertura del tunnel del Brennero. Infatti, non dobbiamo dimenticare la posizione geografica strategica che Verona ricopre nella macroregione del Nord e del Nord Est in quanto rappresenta la porta dell’Italia nell’ambito dello scambio non solo delle merci, dalla gomma ai treni, ma anche in termini di ricchezza economica ed occupazionale di un vasto territorio con fortissime ricadute sulla formazione professionale, sull’istruzione e sull’università.
Un vasto territorio – il nostro – che vede Verona come punto di riferimento per il transito di merci di una vasta rete di porti che vanno da Genova, Livorno e Ravenna e città come Trieste e Milano. – conclude il neo Segretario cittadino di Italia VivaUn altro grande tema è la cultura. Verona, rispetto alle tante province italiane, risulta essere molto avanti nelle attività culturali e nella creazione di eventi grazie, soprattutto, alla presenza di uno dei più importanti anfiteatri romani al mondo, ma è fortemente politicizzata. Una politica invadente di occupazione e non di direzione per un benessere diffuso per tutti i soggetti economici e non. La vera soluzione sarebbe quella di slegare la Cultura dalla politica, anche se la Cultura fa politica e vedere lo spettacolo di quest’estate, le lotte politiche riguardanti il CdA della fondazione Arena e l’extra lirica culminate nel giudiziale, è deprimente».

«La scarsa visione di “policy”, intesa come saper fare politica di mediazione da parte dell’amministrazione comunale e della minoranza fa male non solo alla città, all’economia del territorio e del suo indotto, ma all’Italia intera.
Volutamente mi sono soffermato su questo aspetto della questione “fondazione Arena” perché è paradigmatico del tempo “politico” che viviamo: una lotta ideologica tra populisti e sovranisti di destra ed un populismo ed ambientalismo ideologico di sinistra.
Mancano i “riformisti” così come qualsiasi forma di cortesia elettorale ed istituzionale dell’attuale sindaco di Verona Tommasi (non dimentichiamo che Italia Viva ha appoggiato al ballottaggio l’attuale sindaco Damiano, forse più interessato alla narrazione del movimento politico finto-giovanilistico di Traguardi!) di cui siamo ancora in attesa di un invito alla “corte del Re nudo”» chiosa Del Prete.

L’allora onorevole Bendinelli nell’estate 2020 a Villa Albertini a Garda in compagnia del leader di Italia Viva, Matteo Renzi.

Cinque punti nodali per tornare a contare in città secondo Italia Viva:

  • Presenza sui media locali (giornali, tv, radio, social network) per essere presenti e visibili ed essere apprezzati come Italia Viva per le competenze che abbiamo e vogliamo mettere a disposizione della città;
  • Giovani. È ancora vivo in me il momento della recente iniziativa dei giovani di Italia Viva fatta al Centro Tommasoli. Mi ha colpito la passione e la competenza dei ragazzi/e e, occupandomi di giovani, credo che porrò grande ascolto alle loro esigenze, coinvolgendoli anche con iniziative specifiche di formazione sull’amministrazione locale e non;
  • Donne: coinvolgerle nel dibattito politico comunale, un coinvolgimento vero non dettato solo dalla moda del momento ma reale e concreto;
  • Dialogo con tutte le forze economiche, sociali e politiche che abbiano a cuore le istanze riformiste della città di Verona;
  • Cultura libera e svincolata dal tentativo di essere strumentalizzata politicamente, perché la cultura è espressione piena di libertà e proprio per questo non deve fare “paura”, bensì deve essere incentivata e improntata sulla meritocrazia e la crescita di tutta la comunità, nessun individuo escluso, fuori da “beghe politicanti”.
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