Partita la campagna vaccinale per i farmacisti. Padovani: «Sono commosso e felice»

Il farmacista e vicepresidente di Federfarma Verona esprime soddisfazione per l'inizio delle vaccinazioni per la categoria dopo un appello accorato inoltrato alle istituzioni e alla stampa lo scorso 1 marzo.

Il farmacista Gianmarco Padovani
Il farmacista Gianmarco Padovani

L’appello, ad alta voce, della categoria dei farmacisti, inoltrato a mezzo stampa lo scorso 1 marzo, ha avuto i suoi effetti. Come denunciava in quell’occasione il sindacato Fedefarma Verona, ovvero che in un anno il 10% dei farmacisti/collaboratori è stato contagiato o si è trovato in isolamento, era necessario garantire anche ai farmacisti l’immunizzazione al Covid-19 attraverso la somministrazione del vaccino. E così è stato.

E’ partita nei giorni scorsi, infatti, la campagna anche per questa categoria di professionisti sanitari. A esprimere soddisfazione, proprio in qualità di farmacista, è Gianmarco Padovani, che ricopre anche il ruolo di vicepresidente di Federfarma Verona e di consigliere comunale a Verona.

Gianmarco Padovani con l'infermiera addetta ai tamponi presso la sua farmacia in Borgo Trento.
Gianmarco Padovani con l’infermiera addetta ai tamponi presso la sua farmacia in Borgo Trento.

«Il 6 marzo scorso è stato inoculato il vaccino, non importa quale, mi è stato iniettato uno strumento che abbasserà almeno del 55% la mia possibilità di essere contagiato. – spiega PadovaniSono commosso e felice, sinceramente ho pensato di meritarlo, anzi lo meritiamo tutti noi farmacisti che vediamo centinaia di persone al giorno, a cui consegniamo farmaci, cultura, informazioni direttamente nelle loro mani, guardandole negli occhi, prendendo i loro cellulari in mano per leggere le prescrizioni dei medici, ascoltando e guardando attraverso il plexiglas che reciprocamente ci protegge, percependo, però, ansia, toccando la patologia, vivendo la sofferenza, gustando a volte la riconoscenza. Lo meritiamo perché il servizio farmaceutico a Verona, come a Bergamo e a Codogno e in ogni altro luogo italiano non si è mai fermato, ne mai si fermerà».

«Col vaccino mi è stata somministrata fiducia. – prosegue il farmacista – Una profonda fiducia nella capacità di adattamento dell’essere umano alle situazioni contingenti. Un essere umano che, seppur aiutato da fondi e risorse economiche come mai fino a questo momento, ha prodotto in un solo anno un vaccino per una devastante patologia quando generalmente occorrono studi di 7-10 anni».

«Anche per questo, incuriosito, mi sono addentrato nella materia, mi sono affidato a prestigiosi insegnanti come il professor Ercole Concia e il professor Attilio Boner e col loro aiuto ho visto come ogni tappa dell’iter di produzione dello stesso, ogni certificazione necessaria a garantire la sua sicurezza, siano state osservata scrupolosamente in un regime di collaborazione fra genti, popoli, culture, con metodologie di approccio che solo la scienza può proporre e insegnare. Una collaborazione mondiale che ha risposto fiera all’incedere della patologia e che ora si accinge ad arrivare all’obbiettivo prefissato dell’immunità di gregge».

Gianmarco Padovani nella sua farmacia.

«Immunità di gregge che al momento rimane un obiettivo lontano che si raggiungerà quando almeno il 70-80 per cento della popolazione mondiale sarà vaccinata.  – prosegue Padovani – Da una parte siamo ormai insofferenti alle restrizioni  imposte per mantenere sotto controllo i numeri della pandemia e non vediamo l’ora di poter liberarcene. Dall’altro, però, una parte consistente degli italiani è scettica al cospetto di quella che, seppur non nell’immediato, sembra essere la possibilità più concreta per riappropriarci della nostra vita, ovvero il vaccino. Questo perché esiste purtroppo una diffidenza nei confronti della scienza in genere e del metodo scientifico in particolare, che va sconfitta con informazione, cultura e pazienza».

«E’ necessario inquadrare la campagna vaccinale in un complesso lavoro preventivo in cui essa si eleva a a misura basilare senza dimenticare la necessità di mantenere valide, almeno per ora, le regole di comportamento preventivo. Al contrario, la propensione a vaccinarsi è accentuata tra gli altruisti, che mettono il bene comune al primo posto nella loro scala di valori. La mia vaccinazione è stato un trionfo di questa scienza, che dobbiamo amare e promuovere».

«In Stati come Israele, Emirati Arabi, Bahrein la campagna vaccinale è al momento al termine, in Italia, invece, con circa 5 milioni e mezzo di dosi inoculate su almeno 90 milioni prevedibili per raggiungere l’immunità di branco, siamo indietro. Per non parlare dell’Africa che è ferma al palo. – conclude il consigliere comunale di Fratelli d’Italia – La Lotta per fare in modo che salute e benessere non dipendano dal denaro è dunque ancora lunga. Proprio in questo momento diventa  indispensabile riflettere su come alcune decisioni, alcune risposte debbano essere mondiali e tenere in debito conto ogni strategia per poter sopperire alle diversità economiche, sociali, etniche del mondo intero. La salute del mondo dipende dalla salute di ogni singolo individuo. Non tutti siamo uomini di scienza, ma mi appello a quel grano salis che l’essere umano ha per definizione. La convivenza col Covid 19 sarà lunga e la dimensione della responsabilità personale nell’aderenza alla prevenzione sarà cruciale per molto altro tempo. Dobbiamo preoccuparci di far crescere il numero di italiani disposti a vaccinarsi, dobbiamo accrescere scienza e conoscenza e contribuire con la corretta informazione alla sicurezza di ognuno».

Ricevi il Daily! È gratis

👉 VUOI RICEVERE OGNI SERA IL QUOTIDIANO MULTIMEDIALE VERONA DAILY?
👉 È GRATUITO!
👉 CLICCA QUI E SEGUI LE ISTRUZIONI PER RICEVERLO VIA EMAIL O WHATSAPP
(se scegli WhatsApp ricorda di salvare il numero in rubrica)

OPPURE
👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE TELEGRAM

radio adige tv