Partecipate: scontro sindacati-Sboarina
Entra nel vivo lo scontro sulle partecipate fra sindacati, aziende partecipate e sindaco. Dopo le numerose critiche all’amministrazione giunte nelle scorse settimane per la gestione delle aziende partecipate da parte degli oppositori politici, ora si fa più decisa l’azione dei sindacati, che dichiarano lo “Stato di agitazione”. E Sboarina risponde.
Nel tardo pomeriggio di oggi era stato diffuso un comunicato congiunto dei segretari confederali di Cgil, Cisl, Uil, segreterie territoriali Fp-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Fiadel e Rsu di Amia Vr Spa: «Nell’incontro di oggi tra il Sindaco e i Segretari Confederali di Cgil, Cisl e Uil e di categoria di Fp-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, per quanto riguarda le problematiche discusse stamattina in assemblea con i lavoratori, il Sindaco non ha accettato di sottoscrivere nessun impegno per le questioni sindacali, invitando i segretari confederali e segretari di categoria a rivolgersi ad Amia».
Secondo i sindacati, Sboarina ha mostrato apertura «alla sola tematica dell’aggregazione Agsm Aim». Pertanto, «venendo meno alle richieste dell’Assemblea dei Lavoratori avanzate per mezzo delle Confederazioni, le Segreterie Territoriali di Fp-Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel daranno seguito all’apertura ufficiale della Procedura di Raffreddamento e Conciliazione detta “Stato di Agitazione”».
La risposta del sindaco di Verona Federico Sboarina è arrivata subito: «Anche stavolta la realtà descritta dai sindacati è capovolta. Non corrisponde a quello che è successo durante l’incontro. Del resto, c’era da aspettarselo dopo la spregevole fake news che hanno diffuso sullo spostamento del nostro incontro di lunedì. Oggi, sono nuovamente in malafede perché, contrariamente a quello che scrivono nel loro comunicato, io ho dato la mia massima disponibilità a incontri periodici sulle tematiche e sugli sviluppi strategici di Agsm e di ognuna delle sue partecipate, compresa Amia con tutte le importanti questioni che la riguardano. Di nuovo bugiardi perché il mio impegno con loro c’era, lo stesso che ho appena spiegato».
«Solo per quanto riguarda il trasferimento dei 15 dipendenti – continua il primo cittadino – ho detto che, essendo di stretta competenza aziendale perché materia gestionale e non strategica, devono confrontarsi con l’azienda. E, subito dopo il nostro incontro, ho chiamato il direttore e il presidente dicendo che su questo aspetto si spieghino e si confrontino con i rappresentanti sindacali. A questo punto, decidano i vertici sindacali se continuare con l’arma dello stato di agitazione, scaricando le questioni sulle buste paga dei lavoratori, invece che affrontarle sui tavoli giusti a cui mai mi sono negato».
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