Pari opportunità, accordo fra Regione e ispettorato del lavoro

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere e tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori sono gli obiettivi del Protocollo di intesa quinquennale firmato lunedì 12 novembre fra Regione e ispettorato interregionale per il lavoro. Hanno firmato l’accordo ieri a Venezia Sandra Miotto, la consigliera regionale di parità, che è…

Pari opportunità di accesso nei luoghi di lavoro, contrasto alle discriminazioni di genere e tutela del ruolo genitoriale dei lavoratori sono gli obiettivi del Protocollo di intesa quinquennale firmato lunedì 12 novembre fra Regione e ispettorato interregionale per il lavoro.

Hanno firmato l’accordo ieri a Venezia Sandra Miotto, la consigliera regionale di parità, che è un organo ministeriale e capofila della rete territoriale delle consigliere di parità, e Stefano Marconi, dirigente dell’ispettorato interregionale per il lavoro, alla presenza di Elena Donazzan, assessore veneto al lavoro.

Il patto tra consigliere di parità e ispettori del lavoro prevede uno scambio di segnalazioni, in particolare quelle relative alle dimissioni o risoluzioni consensuali delle lavoratrici e madri, e di comunicazioni tempestive su eventuali situazioni discriminatorie nei luoghi di lavoro. Oltre a questo, l’accordo prevede una pianificazione di lavoro e scambi tra Consigliera di parità, Ispettorato del lavoro e Regione Veneto in materia di informazione, formazione, scambio di buone prassi, concertazione di interventi mirati dentro e fuori i luoghi di lavoro, collaborazione con le associazioni sindacali e datoriali per promuovere una cultura della reciprocità, del rispetto, della valorizzazione della genitorialità anche in azienda.

“Il valore aggiunto – ha dichiarato l’assessore Elena Donazzan – della nuova intesa quinquennale sta nella collaborazione coordinata e coerente. Si aggiorna così la collaborazione in essere ormai da oltre dieci anni tra ufficio territoriale del Ministero del lavoro per la parità, Ispettorato del lavoro e Regione. Quando le banche dati e i diversi uffici riescono a dialogare tra loro, gli strumenti di prevenzione, vigilanza e controllo funzionano”.

“I primi frutti del protocollo – spiega la consigliera regionale di parità Sandra Miotto – saranno la condivisione delle banche dati e il vademecum, di prossima divulgazione, sui diritti e doveri dei lavoratori e delle lavoratrici e delle aziende in materia di accesso al lavoro e tutela della genitorialità. Il Veneto registra un tasso di occupazione femminile del 58 per cento, superiore di 10 punti alla media nazionale, e una significativa e progressiva conquista, da parte delle donne, di posizioni apicali. Tuttavia i problemi di accesso delle donne al mondo del lavoro permangono, a cominciare da una corretta conoscenza delle norme e degli istituti. Ci interessa, ad esempio, mettere sotto i riflettori il fenomeno delle dimissioni volontarie. D’ora in poi, nei casi sospetti, l’Ispettorato del lavoro potrà chiedere anche l’intervento delle consigliere territoriali di parità per verificare le effettive motivazioni della chiusura volontaria del rapporto”.

“Il protocollo rappresenta anche uno strumento di ‘intelligence’ – ha rilevato il direttore dell’Ispettorato interregionale del lavoro Stefano Marconi – per far emergere eventuali anomalie e irregolarità, non solo nelle dimissioni, ma anche nell’applicazione della normativa relativa alla tutela della maternità, ai congedi parentali, ai contratti certificati, e soprattutto per promuovere informazioni qualificate e buone prassi per favorire la parità di accesso al mondo del lavoro. Nel corso del 2017 in Veneto sono state riscontrate 37 violazioni riconducibili alla mancata fruizione di congedi, riposi, permessi legati alla gestazione o alle cure dei figli e alla mancata erogazione dei trattamenti economici per le assenze dovute alla cura dei figli”.

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