Parco urbano all’ex Scalo merci nel 2024, soddisfatto Sboarina

Parco urbano all'ex scalo merci di Porta Nuova. Siglato l'addendum fra Comune di Verona, Regione Veneto e Gruppo Fs. Il sindaco Sboarina: «Lo vedremo nel 2024, ben prima del previsto. Un orgoglio difficile da descrivere».

Central Park veduta

Siglato oggi tra Regione, Comune e Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane l’Addendum che integra il Protocollo d’Intesa firmato dalle parti il 5 luglio 2019. Il nuovo documento definisce termini e condizioni per la valorizzazione dell’area dell’ex scalo merci ferroviario di Porta Nuova.

Si accorciano quindi i tempi per la realizzazione del Central Park grazie ad alcune novità anche sul fronte delle procedure amministrative. Questo documento integrativo è frutto della volontà, condivisa dalle parti, di procedere in modo tempestivo e coordinato nell’iter di realizzazione del progetto di riconversione dell’area, stabilendo più precisamente i ruoli dei soggetti attuatori.

Nello specifico, il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane si impegna, entro 120 giorni dalla data odierna, a individuare un operatore economico interessato ad acquisire e trasformare l’area e al quale sarà chiesto di elaborare la progettazione dell’ex scalo nel rispetto dei criteri individuati nel masterplan.

L’integrazione al Protocollo d’Intesa è stata deliberata dalla giunta regionale e da quella comunale e approvata dalle Società del Gruppo FS (FS Sistemi Urbani S.r.l, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. e Mercitalia Logistics S.p.A.).

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Con il documento firmato oggi, Ferrovie dello Stato si impegna a pubblicare entro metà gennaio il bando per la manifestazione di interesse, aperta ad operatori economici in grado di gestire la fase progettuale, quella degli investimenti e certificare la realizzazione. Entro 120 giorni una commissione sceglierà, tra i vari operatori economici, quello che presenterà il ‘concept’ che meglio corrisponde ai criteri definiti nel masterplan elaborato per i 450 mila metri quadrati dell’area. L’operatore, a cui verrà riconosciuto il diritto di prelazione sull’acquisto delle aree, dovrà redigere entro sei mesi tutta la documentazione necessaria a completare l’iter di variante urbanistica per poter realizzare le opere.

I termini dell’addendum sono stati illustrati oggi in sala Arazzi dal sindaco Federico Sboarina, insieme al vicepresidente della Regione Elisa De Berti, agli assessori alla Pianificazione urbanistica Ilaria Segala e ai Lavori pubblici Luca Zanotto. In collegamento video, per le società del Gruppo FS, era presente l’amministratore delegato di FS Sistemi Urbani S.r.l, ing. Umberto Lebruto.

Central park sboarina de berti
Luca Zanotto, Elisa De Berti, Federico Sboarina, Ilaria Segala

«Il Central Park si farà e in tempi ancora più veloci di quanto previsto, sarà terminato nel 2024 grazie al documento che abbiamo firmato oggi – ha affermato il sindaco Sboarina -. Tre anni fa, invece, nella migliore delle ipotesi si dava il 2024 come anno di dismissione da parte delle Ferrovie e avvio di tutto il processo».

«Oggi possiamo invece dire che per quella data la città avrà già il suo Central Park, un parco vivibile su una grande area che sarà destinata a verde, sarà polo attrattivo per chi viene da fuori, turisti compresi, con spazi ricreativi, sportivi e culturali, piste ciclabili, aree attrezzate. Questo progetto è in assoluto una delle priorità della mia Amministrazione, è la mia visione di Verona, un tessuto urbano non più diviso in due dai binari, con uno sviluppo urbanistico basato sulla rigenerazione senza consumo di suolo, togliendo dal degrado edifici ed aree da anni in disuso per restituirli ai quartieri di appartenenza, in una logica in cui lo sviluppo economico e commerciale va di pari passo con quello residenziale».

«Sono decenni che si parla di realizzare un’area verde in questa zona strategica della città, noi ci riusciremo, Comune, Ferrovie dello Stato e Regione, anticipando addirittura i tempi che avevamo ipotizzato. Una sfida che oggi possiamo dire di aver vinto, perchè abbiamo anticipato tutti i tempi che ci eravamo dati e con l’accordo di oggi riusciamo ad accelerarli notevolmente. In un anno così difficile e complicato, questo risultato rappresenta un orgoglio difficile da descrivere. Ringrazio i compagni di questo viaggio, dalla Regione alle Ferrovie, che hanno accettato la mia richiesta di avere un unico interlocutore nell’ing. Lebruto, una squadra che crede fermamente nel progetto, come del resto tutta la città».

«È un è dato di fatto che l’Amministrazione sta puntando molto su questo progetto, la cui rilevanza strategica oltrepassa i confini comunali – ha detto De Berti –. Siamo pronti a procedere speditamente per le parti di competenza, affinchè i veronesi possano godere al più presto del grande parco urbano e dei vantaggi che porterà con sè. Ricordo che la trasformazione dell’area è infatti legata alla realizzazione della linea ferroviaria dell’Alta Velocità, che sta procedendo bene, grazie ad un’accelerate sugli investimenti e di questo va dato atto al ministro De Micheli. La Regione continua ad essere a fianco del Comune per questo progetto, su cui ha creduto fin da subito».

«Il documento di oggi permette un’ulteriore accelerata al processo di trasformazione dell’ex scalo merci – ha detto l’assessora Segala -. Si procede con lo stesso iter utilizzato per l’ex Manifattura Tabacchi in un percorso di interesse turistico regionale, su più livelli contemporaneamente a vantaggio delle tempistiche. Il documento non cambia quanto previsto nel masterplan, l’86 per cento dei 450 mila metri quadrati dell’area sarà destinata a verde, solo il 7 per cento sarà occupato da nuovi volumi, con destinazioni d’uso funzionali al parco, alla sua fruibilità e alla sua sicurezza; l’altra parte di edificato sarà il 7% della Stazione, che già oggi occupa. Nel complesso sono circa 100 mila metri quadrati di costruito, anche in verticale, lasciando così l’86% a verde. Anche la quota di commerciale è irrisoria su un’area così vasta».

«Tra gli elementi qualificanti del master plan, c’è sicuramente l’aspetto legato al miglioramento della qualità viabilistica complessiva del Comune di Verona, come è emerso anche dalla redazione del Pums – ha ricordato l’assessore Zanotto – Il progetto porta con sè un nuovo HUB intermodale a sud della città, per il quale sarà attivato un nuovo percorso di trasporto pubblico, la ricucitura della città con un nuovo sottopasso di collegamento tra stradone Santa Lucia e via Albere, e la realizzazione di un’importante quota di mobilità dolce, con piste ciclabili quale evoluzione naturale e moderna per migliorare l’ambiente».

Iter fino a oggi

  • Il 5 luglio 2019 è stato sottoscritto da Regione Veneto, Comune di Verona e Società del Gruppo FS il Protocollo d’Intesa per la riconversione a parco urbano delle aree ferroviarie dello scalo merci Verona Porta Nuova liberabili, e per la creazione di una nuova polarità urbana;
  • l’area dello scalo merci di Verona era già stata definita strategica dal Piano d’Area del Quadrante Europa, e per tale comparto è stato pianificato uno sviluppo urbanistico che prevede la destinazione a verde integrata con un mix di funzioni;
  • il 30 giugno 2020 la Regione ha approvato il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento del Veneto, certificando il ruolo strategico e di interesse pubblico ai fini della mobilità pubblica delle aree dell’ex scalo merci, in virtù del passaggio delle linee ferroviarie dell’Alta Velocità/Alta Capacità;
  • con delibera del CIPE n.69/2019 è stato approvato il progetto preliminare del Nodo AV/AC di Verona Ovest e in data 23 ottobre 2020 è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la delibera di approvazione del progetto preliminare per il nodo AV/AC di Verona Est;
  • il CIPE ha fissato in 14,78 Mln € il limite di spesa per le opere di ristoro socio ambientale da prevedere complessivamente nell’ambito dei Progetti Nodo AV/AC di Verona (7,37 Mln € per il nodo Ovest e 7,45 Mln € per il nodo Est);
  • il 22 ottobre 2020 il Comune ha adottato il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, che prevede una forte interazione delle infrastrutture della mobilità veicolare, ciclabile e pedonale e del tessuto urbano con la stazione AV Verona Porta Sud;
  • il 26 ottobre di quest’anno si è definitivamente conclusa la redazione del Masterplan, iniziata il 19 settembre 2019, realizzata attraverso la creazione di un tavolo paritetico a cui hanno preso parte tutti i firmatari del Protocollo d’Intesa.

La critica dall’opposizione

«Come abbiamo già anticipato da una settimana, l’addendum al cosiddetto Central Park segna la fine della propaganda dell’amministrazione su questa opera di cui si parla da tempo senza alcun presupposto» scrivono Michele Bertucco, consigliere comunale di Verona e Sinistra in Comune, e Giuseppe Campagnari, ingegnere e urbanista.

Michele Bertucco
Michele Bertucco

«Oggi le Ferrovie ci vengono a dire che avranno bisogno di almeno 100 mila metri quadri, su un totale di 450 mila, solo per realizzare le opere immobiliari necessarie a finanziare lo smantellamento dello scalo ferroviario ed avviare la riconversione dell’area. Sulla parte di loro interesse, naturalmente, mica il leggendario Central Park. Non è ancora noto quanto spazio occuperà la stazione dell’alta velocità ma parliamo di superfici nell’ordine delle centinaia di migliaia di metri quadrati, ragion per cui la promessa di un parco sul 100% dell’ex Scalo merci si rivela una panzana colossale che Sboarina ha somministrato ai veronesi per anni» continuano Bertucco e Campagnari.

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«Non solo: i 100 mila metri quadri destinati alla valorizzazione del patrimonio delle ferrovie potrebbero essere molti di più: una postilla sull’addendum dice chiaramente che “Si intende garantire la più ampia flessibilità alla proposta anche in termini dimensionali e l’amministrazione si riserva di valutare un diverso limite quantitativo se opportunamente motivato e correttamente contestualizzato nello sviluppo del progetto urbanistico, nonché quale forma di premialità a fronte di una forte spinta nella direzione dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale”».

«Che cosa si costruirà su questa superficie? Qualsiasi cosa, comprese grandi strutture di vendita fino ad 8mila metri quadri, che sono le dimensioni di Esselunga di viale del Lavoro o di Eataly» è il dubbio di Bertucco e Campagnari.