Paolo Berizzi presenta il suo libro su Verona partendo da Torino

Hanno fatto discutere le difficoltà nel trovare un luogo per la presentazione del nuovo libro di Paolo Berizzi, "È gradita la camicia nera", sulla città di Verona e i suoi rapporti con l'estrema destra.

Paolo Berizzi verona libro
Una presentazione di "Nazitalia" con Paolo Berizzi a laFeltrinelli di Verona nel 2018

La prima presentazione del libro di Berizzi su Verona sarà a Torino

Non ancora a Verona, ma le presentazioni del nuovo libro di Paolo Berizzi inizieranno in giro per l’Italia fra un paio di settimane. A Torino il 17 novembre, poi Milano, Cuneo e Pescara. Questi i primi appuntamenti fissati.

È gradita la camicia nera” è il titolo dell’ultimo libro (Rizzoli) del giornalista. Sottotitolo: “Verona, la città laboratorio dell’estrema destra tra l’Italia e l’Europa“. Il giornalista di Repubblica è noto per le sue inchieste su neofascismo ed estrema destra. Per le minacce ricevute è anche sotto scorta.

Negli scorsi giorni hanno fatto discutere le dichiarazioni dell’autore, che lamentava le difficoltà nel trovare un luogo per la presentazione.

«Lanciamo la proposta che sia il Comune di Verona, cui certo non mancano sale pubbliche, ad offrire la disponibilità di un proprio spazio istituzionale per consentire la presentazione del volume e promuovere un dibattito pubblico sui temi del volume, e sulle ragioni per le quali Verona è uno dei nodi organizzativi della destra italiana» dichiaravano un paio di giorni fa i segretari provinciale e regionale di Articolo Uno Oscar Tosi e Gabriele Scaramuzza.

Il Comune: non sono arrivate richieste

Il Comune di Verona, con l’assessore al Decentramento Marco Padovani, ha risposto dicendo che nessuna richiesta ufficiale sia arrivata agli uffici, riporta “VeronaSera”. Altrimenti non ci sarebbe nessun problema a concedere una sala, come d’altra parte è accaduto nel 2019.

Il 26 giugno 2019 Berizzi, in sala Lucchi allo Stadio, presentò “NazItalia“. Anche allora non mancarono le polemiche preventive. Secondo il consigliere comunale Andrea Bacciga, si trattava di una provocazione.

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Ieri, pubblicando le prime date delle presentazioni di “È gradita la camicia nera” in giro per l’Italia, Berizzi ha scritto: «Molti mi hanno chiesto di alzare ancora di più la voce nella mia battaglia contro il neofascismo. Lo farò insieme a voi. Non vedo l’ora di iniziare. Siamo più forti di loro. E molti di più».

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Il libro

Dalla sinossi di “È gradita la camicia nera” sul sito ufficiale della casa editrice Rizzoli: «Nel cuore del ricco Nordest, Verona è il laboratorio italiano dell’estrema destra di potere. Qui ex skinhead e animatori di festival nazirock, capi ultrà che allo stadio inneggiano a Hitler ed esaltano “una squadra a forma di svastica”, tradizionalisti cattolici nemici giurati dell’illuminismo, dello Stato unitario e del “dilagante progressismo ecclesiale”, avvocati dal saluto romano fin troppo facile, promotori di cene e gite in cui “è gradita la camicia nera” entrano in consiglio comunale nella lista del sindaco. Organizzano manifestazioni finanziate dal Comune, diventano presidenti di società partecipate o della commissione sicurezza, finiscono a capo dell’Istituto per la storia della Resistenza… In questo libro, Paolo Berizzi racconta le vicende e le contraddizioni di una città unica».

Il tweet della discordia

Altra occasione di dibattito intorno al nome di Berizzi fu un tweet pubblicato nell’estate 2020 in seguito al nubifragio che colpì Verona il 23 agosto. In quel caso parò di “karma”.

Il tweet del giornalista: «Sono vicino a Verona e ai veronesi per il nubifragio che ha messo in ginocchio la città. I loro concittadini nazifascisti e razzisti che da anni fomentano odio contro i più deboli e augurano disgrazie a stranieri, negri, gay, ebrei, terroni, riflettano sul significato del karma».

Berizzi poi aggiunse un tweet di scuse: «Sono sicuro che la stragrande maggioranza dei veronesi, a differenza di una piccola minoranza di odiatori seriali ben noti in città, abbia capito il senso del mio messaggio. Ribadisco la mia piena, totale e incondizionata solidarietà a tutti – tutti – i cittadini di Verona colpiti dal nubifragio di ieri. Se qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso».

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