Pan: «Insufficienti i 100 milioni per il settore primario»

Troppo pochi i 100 milioni stanziati dal Governo nel decreto Cura Italia per il settore primario. A dirlo è l'assessore regionale Giuseppe Pan: «Per il settore vitivinicolo, nostro fiore all’occhiello, non ci sono soldi».

Giuseppe Pan, consigliere regionale del Veneto
Giuseppe Pan, consigliere regionale del Veneto

Di fronte al crollo dei consumi nazionali e internazionali e alle prime previsioni vendemmiali la Regione Veneto ha avviato il confronto con i consorzi dei vini a denominazione (che rappresentano oltre l’85 per cento della produzione vitivinicola veneta) sulle misure di riduzione delle rese. 

«La legge ‘Cura Italia’ ha stanziato appena 100 milioni per l’intero settore dell’agricoltura e per quello della pesca, un pacchetto irrisorio, praticamente una goccia nel mare – ha affermato l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, incontrando i rappresentanti del Tavolo Verde regionale e dei Consorzi di tutela vini – Per noi è una doccia fredda. Per il settore vitivinicolo, che è il nostro fiore all’occhiello in termini di fatturato e di export, non ci sono soldi. Da parte del Governo c’è solo la disponibilità a destinare 50 milioni dei fondi del Piano nazionale di sostegno al settore vitivinicolo a due misure emergenziali, la distillazione di crisi e l’ammasso. Dal nostro punto di vista, bisogna concentrare tali risorse, per quanto irrisorie, sui vini a denominazione, impegnando il Ministero a far arrivare le risorse a quei territori e a quei produttori che subiranno i danni maggiori».

«La strategia della Regione Veneto per vini Igt, Doc e Docg – ha riassunto Pan, annunciando un’azione sinergica anche con Piemonte e Lombardia nei confronti della Conferenza delle Regioni e del Governo – non può che essere quella di intercettare tutti i maggiori aiuti possibili (comprese le due nuove misure incentivate introdotte dalla Commissione europea per l’emergenza Covid per la distillazione di crisi e l’ammasso dei privati), ma dobbiamo lavorare sulla riduzione delle rese e il conseguente contenimento dei ‘superi’ (o ‘esuberi’?) al fine di salvaguardare il valore di mercato dei vini veneti a denominazione d’origine». 

I consorzi di tutela delle DOC, che evidenziano un calo dei fatturati a causa della chiusura del canale Horeca e prospettive vendemmiali in flessione, hanno chiesto misure di sostegno per diminuire le rese e l’appoggio della regione nella richiesta di allungare i termini temporali e di ottenere maggior flessibilità nell’impiego dei fondi del programma di promozione OCM sui mercati dei paesi terzi.