Palestre scolastiche, dibattito tra Provincia e Comune di Verona sulle nuove regole
Redazione
La Provincia di Verona ha deliberato una convenzione quadro (delibera 103 del 17/09/2025) per la gestione delle palestre degli istituti scolastici superiori, di proprietà provinciale, in orario extrascolastico e che ricalca quella degli anni precedenti.
Il Presidente della Provincia, Flavio Pasini, ha spiegato che «stanno avanzando le procedure che potrebbero consentire di riaprire, in tempi contenuti, alcune strutture anche alle attività extrascolastiche e di proseguire, parallelamente, con la pianificazione degli interventi, nel caso in cui risultassero necessari, per una risoluzione progressiva e definitiva per tutte le palestre di competenza del Palazzo Scaligero. Il Presidente ha anche ricordato che non risultano, invece, problematiche per l’uso didattico in orario scolastico poiché quest’ultimo è normato diversamente».
I dubbi del Comune di Verona
La convenzione è però quest’anno accompagnata da un’appendice che, secondo il Comune di Verona, «presenta delle criticità, contenendo una serie di prescrizioni che in parte si sovrappongono in maniera non coordinata a quelle già contenute nella convenzione stessa, oltre ad altri oneri e obblighi, posti a carico dei Comuni e/o delle Società sportive assegnatarie, di fatto inapplicabili o insostenibili economicamente».
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«Imporre la non contemporaneità con qualsiasi attività si svolga negli istituti (collegi docenti, corsi serali, consigli di classe, ecc…), significa imporre la presenza di personale scolastico di vigilanza nel caso di uscite di sicurezza in collegamento con gli uffici scolastici con oneri a carico delle società, pretendere una non meglio precisata attestazione da parte del Comune in ordine al rispetto da parte delle società utilizzatrici degli obblighi introdotti, significa nei fatti introdurre misure che rendono impossibile l’utilizzo delle palestre provinciali in orario non scolastico», scrive Palazzo Barbieri in una nota.
«Si ricorda – prosegue – che l’art. 6 del D.Lgs. 38/2021, impone l’obbligo all’Ente locale proprietario dell’immobile, nel caso delle palestre degli istituti scolastici superiori la Provincia, di mettere a disposizione di società e associazioni sportive dilettantistiche aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede l’istituto scolastico o in comuni confinanti, le palestre, le aree di gioco e gli impianti sportivi scolastici, compatibilmente con le esigenze dell’attività didattica e delle attività sportive della scuola, comprese quelle extracurriculari. A norma di Legge, la Provincia può dunque procedere in autonomia, senza necessariamente ricorrere a convenzioni coi Comuni, all’assegnazione degli spazi nelle palestre degli istituti superiori».
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Il Comune di Verona, «anche alla luce delle difficoltà e conseguenti segnalazioni da parte delle società sportive, è comunque disponibile, nello spirito della collaborazione tra Istituzioni, a proseguire con la strada della convenzione, invitando la Provincia a rivedere le prescrizioni previste nell’appendice prevedendo condizioni tali che siano sostenibili sia per le associazioni, sia per il Comune stesso e che possano garantire un effettivo utilizzo delle palestre».
La precisazione della Provincia
L’Ufficio Edilizia Scolastica delle Provincia di Verona fa una precisazione: «Le prescrizioni riportate dalla convenzione, citate dal Comune, non sono imposizioni a priori del Palazzo Scaligero, ma sono le necessarie azioni da adottare affinché alla Provincia, dall’ente competente, possa venire rilasciato il Cpi, Certificato prevenzione incendi, utile a garantire anche le attività extrascolastiche nelle strutture. Aspetto su cui gli uffici sono al lavoro da diverso tempo nel contesto della normativa di riferimento in tale ambito: il Dpr 151 del 2011 (Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi), che riguarda non solo le palestre provinciali ma tutte le strutture con metratura superiore ai 200 metri o con capienza maggiore alle 100 persone e che vengono messe anche a disposizione per un uso diverso da quello scolastico».
Dalla Provincia aggiungono: «Va poi precisato rispetto al citato D.Lgs. 38/2021 che c’è una differenza di sostanza: la Provincia, diversamente da Regione e Comuni, non ha più alcuna competenza sullo sport, in seguito alla cosiddetta Riforma Delrio, mentre ha competenza sulle scuole secondarie di secondo grado. Le palestre nelle scuole della Provincia sono già in regola per l’attività scolastica, ovvero per quanto di competenza oggi dell’ente. Si ritiene comunque opportuno, ed è la direzione nella quale si sta operando, trovare una soluzione affinché tali strutture siano il più possibile fruibili dai Comuni attraverso la convenzione. Convenzione che, va ricordato poiché sono stati citati anche possibili maggiori oneri, prevede da diverso tempo una tariffa oraria chiesta agli enti locali pari a 2,32 euro l’ora».
Altre mozioni
Il Consiglio ha poi discusso della procedura di affidamento, non ancora completata, dell’appalto per gli sfalci lungo la viabilità provinciale, al fine di garantire, dal prossimo anno, una manutenzione idonea dei cigli alla luce delle diverse criticità rilevate questa estate dai Comuni.
Approvato anche lo schema dell’accordo di programma tra la Provincia e Veneto Strade che prevede, al termine del collaudo delle opere, che il nuovo futuro ponte sul fiume Adige e la viabilità di accesso allo stesso dalla Sp 11, a Brentino Belluno, e dalla Ss 12, a Dolcè, vengano acquisiti al demanio stradale della Provincia.
Durante la seduta, la consigliera con delega alle pari opportunità, Sara Moretto, ha poi proposto una mozione per rafforzare le attività della Provincia volte alla prevenzione della violenza sulle donne e per invitare il Palazzo Scaligero a coinvolgere i Comuni nei progetti e nelle azioni future. Una seconda mozione, proposta dal vicepresidente David Di Michele, ha riguardato l’impegno del Consiglio Provinciale, ferma restando la competenza degli uffici e delle Soprintendenze, nel preservare le aree ad elevato pregio paesaggistico rispetto all’installazione di antenne per la radiotelefonia. Entrambe le mozioni sono state accolte.
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