Padre Benanti e Beppe Fiorello al 41° anno accademico dell’università di Verona

Inaugurato questa mattina nell’aula magna del Polo Zanotto. A tenere la lectio magistralis è stato Paolo Benanti, mentre Giuseppe Fiorello ha ricevuto una laurea honoris causa.

Inaugurazione anno accademico università di Verona 2024
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«L’inaugurazione dell’Anno Accademico è l’occasione con la quale la Comunità universitaria si riunisce per riflettere su sé stessa, fare un bilancio del lavoro svolto e confermare o correggere la strada ancora da percorrere». Con queste parole il magnifico rettore Pier Francesco Nocini, nella mattinata del 22 marzo, ha inaugurato il 41esimo anno accademico dell’Università di Verona.

«Una comunità aperta, inclusiva, ricca di entusiasmo e di eccellenze – ha aggiunto il rettore – siamo oltre 30mila tra studentesse e studenti, insieme a dottorande e dottorandi, assegnisti, specializzandi e borsisti, arricchita dalle competenze di 835 docenti e 833 tra dirigenti, personale tecnico amministrativo e personale impegnato nella formazione linguistica». 

Dopo l’esecuzione del “Gaudemus igitur”, inno delle università, sono intervenuti Francesca Flori, presidente del Consiglio studentesco e Valerio Paiusco, rappresentante senior in Senato accademico del personale tecnico amministrativo di ateneo. A seguire, sul palco del polo Zanotto, ha preso la parola la vice presidente della Regione Veneto, Elisa de Berti

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Presenti alla cerimonia inaugurale numerosi rappresentanti istituzionali del territorio e del mondo accademico italiano. Ospite Imas Yevgeniy, magnifico rettore della National University of Ukraine on Physical Education and Sport di Kiev che ha inviato un messaggio alla comunità accademica italiana. 

A tenere la lectio magistralis è stato Paolo Benanti, unico membro italiano del Comitato sull’intelligenza artificiale delle Nazioni Unite e docente alla Pontificia università Gregoriana e consigliere di Papa Francesco sui temi dell’IA e dell’etica della tecnologia. Benanti è stato introdotto da Alessandro Farinelli, direttore del dipartimento di Informatica, che ha sottolineato la centralità di questi temi per l’Università di Verona in ambito di didattica e di ricerca.

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Padre Benanti

Ospite d’eccezione il regista, sceneggiatore, attore e produttore Giuseppe Fiorello che ha ricevuto la laurea honoris causa in “Editoria e giornalismo”. A introdurre la lectio sono stati il direttore del dipartimento di Culture e civiltà Arnaldo Soldani che ha esposto le ragioni del conferimento del titolo accademico, e Alberto Scandola docente di Cinema, fotografia e televisione di ateneo che ha tenuto la laudatio.

Dopo aver ricordato la recente visita all’ateneo di Michela Murgia, il rettore Nocini ha attribuito l’attestato di benemerenza alla memoria della scrittrice e critica letteraria.

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La protesta degli studenti

Durante l’inaugurazione Francesca Flori, presidente del Consiglio Studentesco, nel suo discorso ha affermato la necessità di affrontare strutturalmente le sfide relative al diritto allo studio, ribadendo la necessità di un impegno concreto e congiunto da parte delle istituzioni accademiche, la Regione Veneto e il Ministero dell’Università e della Ricerca per garantire un accesso efficace ed equo all’istruzione universitaria.

«La formazione deve essere un diritto per tutte e tutti indistintamente, e la mancanza di agire in questa direzione è una responsabilità politica» afferma Flori, rivolgendosi direttamente alla Regione e all’Assessora all’Istruzione Elena Donazzan. «Quale vuota eccellenza si può ostentare quando uno su due degli studenti aventi diritto stanno ancora aspettando la borsa di studio? Il 65% degli idonei non beneficiari in tutta Italia è nella nostra Regione».

Un tema che ha portato recentemente gli studenti a una mobilitazione, in cui l’associazione studentesca Udu Verona ha denunciato la sempre crescente condizione degli idonei non beneficiari e le difficoltà vissute dalla comunità studentesca internazionale. Il discorso ha infatti visto la mobilitazione diretta degli studenti, che sono saliti sul palco insieme a Flori, mostrando dei cartelli di denuncia sulla mancanza di sostegno al diritto allo studio.

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Su questo, Laura Bergamin, coordinatrice di Udu Verona, sottolinea: «Il nostro intento era che queste difficoltà non rimanessero solo vuoti numeri da leggere sulle graduatorie ufficiali o sugli articoli, ma che acquisissero anche una faccia. Lo scorso anno il numero di persone idonee non beneficiarie di borsa di studio in Italia era 4.947, di queste, 3.646 solo in Veneto e quest’anno, ad oggi, più di 1700 solo a Verona non sanno se e quando il loro diritto verrà considerato. L’unica cosa cambiata sono le dichiarazioni dell’assessora Donazzan che i giorni scorsi ha dichiarato che non tutte le borse saranno coperte e che è un po’ preoccupata. Quello che vogliamo risponderle è che sono anni che denunciamo questo problema, ricevere la borsa un anno dopo non è meno grave di non pagarla. Lo abbiamo detto anche oggi, questa è una responsabilità politica».

L’azione ha visto una partecipazione anche di studenti internazionali, la cui importanza è stata riportata dalla Presidente anche nel suo discorso: «Gli Atenei sono un canale privilegiato per diffondere e sperimentare i valori della multiculturalità, per connettere pratiche e persone. Un modello che si possa contrappone con quanto vediamo all’esterno, dove dominano azioni di prevaricazione e violenza. L’università può e deve giocare un ruolo sociale in questo. Ci si sta davvero impegnando in questo, oppure ci accontentiamo di restare spettatori di un sistema che perpetua disuguaglianze?».

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