Ordinanza del Tar sulla caccia in Veneto, botta e risposta fra animalisti e Regione
Punti di vista ben diversi sull’ordinanza del 24 settembre 2021 del Tar del Veneto sul calendario della caccia nella regione. «Su ricorso della Lega per l’Abolizione della Caccia (LAC), patrocinata dallo studio legale Linzola di Milano, il 24 settembre 2021, con ordinanza cautelare n.491, il TAR Veneto, sez. 1°, ha disposto che il calendario venatorio regionale del Veneto vada sospeso in alcune importanti parti» ha annunciato con soddisfazione l’associazione contraria alla pratica venatoria.
Non si è fatta attendere la risposta dell’assessore alla Caccia e pesca della Regione Veneto, Cristiano Corazzari, che rivendica: «Diversamente da quanto atteso e auspicato dal mondo ambientalista, le recenti ordinanze del TAR hanno di fatto salvaguardato l’impostazione generale del calendario venatorio adottato dalla Giunta regionale per la stagione 2021-2022».
In particolare il Tar richiede che il calendario venatorio del Veneto debba essere modificato in alcune parti come segue:
- non si consente la caccia alla specie combattente, moriglione e pavoncella,
- si anticipa la chiusura della caccia alla quaglia dal 30 dicembre al 31 ottobre 2021,
- si anticipa la chiusura della caccia a cesena, tordo sassello e specie acquatiche al 20 gennaio 2021,
- non vengono permesse le giornate aggiuntive previste per ottobre e novembre.
Il Tar ha quindi accolto quanto impugnato dalla Lac e ha fissato l’udienza del ricorso per il primo dicembre 2021. Con un’altra ordinanza sul ricorso proposto da altre associazioni ambientaliste ha confermato il divieto di caccia alla pavoncella.

Alla soddisfazione di ambientalisti e associazioni contrarie alla caccia, risponde così l’assessore del Veneto Corazzari: «Con Ordinanze del TAR Veneto n. 00491/2021 e 00492/2021, il Tribunale Amministrativo regionale ha sospeso il calendario venatorio della Regione del Veneto solamente in alcune delle sue parti lasciando inalterata l’architettura complessiva dello stesso confermando, in tal modo, la validità delle scelte gestionali operate dall’Amministrazione regionale».
Prosegue l’assessore: «In particolare le uniche specie oggetto di sospensione sono risultate Pavoncella e Combattente. A questa sospensione si aggiunge un semplice richiamo in ordine alle specie Quaglia, Tordo sassello e Cesena di cui è stata prevista una riduzione del periodo di prelievo al pari delle specie di avifauna aquatica».
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