Operazione antidroga a Belluno. Zaia: «Situazione non più tollerabile»

Tre stranieri richiedenti asilo sono stati arrestati dalla Polizia a Belluno perchè accusati di aver creato una frequentata piazza di spaccio di droga a ridosso del centro della cittadina. I tre erano ospiti di una comunità di accoglienza. L’operazione, coordinata dal servizio centrale operativo e dalla direzione servizi antidroga, è stata condotta dalla squadra mobile di Belluno.

«Avanti con la pulizia nelle nostre città dove non vogliamo ci sia più spazio per mercanti di morte e delinquenti. Ringrazio, anche a nome di tutte le persone per bene, la Squadra Mobile di Belluno per la brillante operazione che ha portato all’arresto di un gruppo di spacciatori stranieri che ora ci auguriamo solo vengano rispediti al loro paese in fretta». Così il Presidente della Regione, Luca Zaia, esprime il suo apprezzamento alla Polizia di Stato del capoluogo dolomitico che ha individuato e arrestato un gruppo di stranieri incensurati, senegalesi e gambiani, richiedenti asilo e ospiti in strutture di accoglienza della provincia che avevano instaurato un giro di spaccio nel parco di Lambioi.

«Ecco cosa produce un’immigrazione irregolare, grazie al buonismo peloso dei governi che ci hanno preceduto – aggiunge il Governatore – Ancora una volta ripeto che il Veneto non è una terra di conquista per chi pensa di venire qui a violare la legge e vivere di reati. Questo gruppo di malviventi, inoltre, appare ancora più detestabile perché dietro alla facciata di necessità umanitaria mascherava un mercato mortale per i nostri ragazzi in un parco che è un’oasi frequentata da giovani, famiglie, mamme con bambini».

«Non è più possibile tollerare situazioni del genere – conclude il Presidente – Forse c’è qualcuno che ancora è incline a giustificazioni in nome di una malintesa attenzione umanitaria. Io insisto nella pretesa che gli spazi delle nostre città devono tornare a disposizione delle persone per bene e basta».