Omicidio di Valgatara, lo picchiarono a morte per derubarlo

Il ristoratore di 76 anni ucciso nel settembre del 2016 fu legato al letto e brutalmente aggredito con calci, bastonate e pugni. Per la procura il movente della banda romena è chiaro: rubare i soldi che l’oste custodiva in casa, in una cassaforte. Sono serviti mesi di intercettazioni e ricerche, ma alla fine le prove hanno condotto a sei romeni, di cui 5 accusati dell’omicidio volontario più una donna che li ha aiutati, spalleggiandoli. Di tutti e sei il pm ha chiesto il rinvio a giudizio.

Quando i soccorsi arrivarono per il signor Castellani non c’era più molto da fare. Morì poco dopo stremato dalle botte ricevute.  A motivare quella brutale violenza ci sarebbero i soldi che l’uomo teneva in una cassaforte in casa. E così tra il 27 il 28 settembre 2016 la banda fece irruzione a Marano di Valpolicella nell’appartamento del titolare della trattoria Agnella, massacrandolo di botte.

Le accuse che la procura contesta a Constantin Negrescu, Ion Nicolae, Marian Florin Suteanu, Florian Diaconu, Eugen Negrescu sono da ergastolo. Con loro sarà imputata anche Daniela Bulitete, a cui è contestata la rapina sfociata nel sangue.

A giocare un ruolo importante nell’elenco delle prove c’è sicuramente  la «scala telescopica» utilizzata per entrare nella finestra del primo piano. La banda l’ha abbandonata poco lontano. Le indagini hanno portato ad individuare il negozio (a Padova) che la mattina del 27 settembre la vendette. Il confronto tra gli accessi alle celle dei cellulari dell’esercizio e del luogo del delitto ha permesso di arrivare ai responsabili.