Omicidio di Pastrengo, ricostruita l’esatta dinamica

Le indagini dell'Arma, coordinate dal Sostituto Procuratore Carlo Boranga, hanno permesso di ricostruire la successione dei fatti che ha portato alla morte di un cittadino rumeno di 48 anni.

Il coltello utilizzato per compiere l'omicidio

Una lite tra due fratelli di origine rumena e un tentativo, fallito, di sedare la colluttazione da parte di un loro connazionale, reo confesso. Sarebbe questa la vicenda ricostruita dal Comando Compagnia Carabinieri di Peschiera del Garda, sotto la guida del Sostituto Procuratore di turno Carlo Boranga, sulla morte per accoltellamento di un uomo di 48 anni a Pastrengo.

Era stato proprio Boranga, dal tardo pomeriggio del 2 ottobre, ad assumere la direzione delle indagini e, ad ascoltare una serie di testimonianze tra cui quella del principale sospettato che si era dimostrato fin da subito collaborativo, ammettendo le proprie responsabilità.

La dinamica dei fatti è stata quindi ricostruita così: mentre si trovavano all’interno di un’abitazione dove erano domiciliati, scaturiva una lite tra C. E., di 48 anni, e il fratello che davano inizio a una vera e propria colluttazione. Il motivo della lite era dovuto a problematiche futili legate alla convivenza all’interno della stessa abitazione, sicuramente accentuato dall’ingente consumo di bevande alcoliche visto che sono state rinvenute sul posto varie bottiglie di birra vuote e un cartone di vino anch’esso vuoto.

Sentendo le urla, C. N., di 64 anni – anche lui convivente all’interno della medesima abitazione – si precipitava nella cucina dove si trovavano i litiganti e provava a separarli. Alla sua vista, però, C. E. prendeva un coltello e provava ad aggredire C. N. il quale, però, riusciva a disarmarlo e, per tutta risposta, lo colpiva con almeno tre fendenti, ferendolo mortalmente all’addome. Commessa l’azione criminosa, l’omicida usciva dall’abitazione e veniva individuato subito dopo nelle immediate vicinanze da una pattuglia del N.O.R..

L’immediata perquisizione eseguita a suo carico consentiva di rinvenire un coltello (verosimilmente utilizzato per commettere il delitto) che veniva sottoposto a sequestro e sarà inviato al R.I.S. di Parma per i successivi accertamenti.

Dopo le operazioni, C. N. è stato trasportato alla Casa Circondariale di Verona Montorio e, all’esito dell’udienza di convalida avvenuta questa mattina, l’arresto è stato convalidato ed è stata disposta la misura della custodia in carcere.