Oltre 500 alpini veronesi sull’Ortigara per non dimenticare. LE FOTO
È passato oltre un secolo ma la Memoria rimane indelebile nelle coscienze degli alpini e di quanti, ogni anno, salgono sull’Ortigara fino a quota 2.105 metri per commemorare i circa tremila militari italiani che su questo altopiano hanno perso la vita durante i conflitti del 1917. Oltre 500 penne nere veronesi, insieme a famigliari, amici e simpatizzanti, si sono quindi dati appuntamento ad Asiago sabato e hanno fatto rotta domenica mattina alla Colonna Mozza per la cerimonia di commemorazione ai caduti e per la messa concelebrata dal cappellano della sezione veronese don Rino Massella: per lui, da quando nel 1979 è diventato cappellano sezionale, la 44° prima volta sull’Ortigara.
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«Sull’Ortigara siamo saliti come ogni anno in silenzio, quasi in raccoglimento, perché questa montagna, più degli altri luoghi, porta ancora intatta la memoria e i segni evidenti degli eserciti che si contrapposero, nessuno di noi alpini sale senza provare emozione sull’Ortigara» spiega il presidente dell’ANA Verona Maurizio Trevisan a conclusione del pellegrinaggio nazionale sul Monte Ortigara, coorganizzato dalla Sezione di Verona con le Sezioni sorelle di Asiago e Marostica, iniziato sabato pomeriggio con il raduno ad Asiago e il saluto del sindaco Roberto Rigoni Stern e il presidente dell’ANA nazionale Sebastiano Favero.
Domenica, la parte più emozionante e intensa del pellegrinaggio con la salita alla Colonna Mozza a oltre duemila metri, con partenza da valle a piedi il mattino alle 6.30.
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«La sezione di Verona ha partecipato in forze per onorare le Aquile del reggimento del VI Alpini che come è scritto sulla targa in piazza della Bra le penne insanguinarono su tutte le cime a prova di ferro tormenta valanghe per il più libero volo. Noi Alpini non dimentichiamo. Sull’Ortigara, insieme ad amministratori, forze dell’ordine, militari in armi, rappresentanti austriaci e sloveni, ricordiamo i protagonisti di allora senza distinzione di nazionalità e di grado, perché tutti i caduti hanno diritto al massimo onore, rispetto. Questo monte, questa pietraia che ancora porta i segni della battaglia, è un sacrario a cielo aperto», sottolinea Trevisan.
Da qui, il raccoglimento della sezione dell’ANA Verona per i circa 250 alpini veronesi che proprio su questi prati hanno perso la vita. Del resto, sono proprio i numeri a raccontare la storia e a dare la dimensione della tragedia che qui si è consumata: su questa cima persero la vita qualcosa come 2.865persone tra militari e ufficiali dell’esercito italiano e 992 dell’esercito austro-ungarico, senza contare i 5.600 dispersi italiani e i 1.515 dello schieramento opposto. Terribile il conteggio dei feriti: 16.734 italiani e 6.321 austriaci. Il tutto in appena venti giorni di battaglia.
Alla cerimonia sull’Ortigara erano presenti alcuni sindaci del veronese e rappresentanti della Regione Veneto. L’appuntamento con la Storia per l’ANA Verona prosegue anche questa settimana con il Pellegrinaggio a Passo Fittanze domenica, il 16 luglio. Sopra Erbezzo, sotto il monumento delle aquile, alle 11, sarà il vescovo di Verona monsignor Domenico Pompili a celebrare la messa insieme al cappellano sezionale.
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