Olimpiadi nelle Dolomiti, lo scetticismo di Bolzano non ferma Zaia

olimpiadi milano-cortina

L’edizione a impatto zero, invocata e promessa dal Governatore della Regione Veneto, sembra un sogno impossibile per il presidente della Provincia di Bolzano. Ma Zaia non si lascia intimidire: «Se diciamo che facciamo una cosa la facciamo». Coro di sì da Verona e Sboarina candida l’Arena per la cerimonia inaugurale.

 

«Allo stato attuale sono impossibili Giochi ad impatto zero», il no di Bolzano non ferma la volontà  di Luca Zaia di vedere le Olimpiadi del 2026 accadere proprio lì, nel distretto Triveneto. Il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher. Kompatscher ha chiesto al Comitato olimpico internazionale «di rivedere i criteri per i Giochi olimpici. Le Olimpiadi ad impatto zero sono una bella idea, ma a queste condizioni rappresentano solo un sogno».  Non si è fatto intimidire dai veti dello scetticismo Luca Zaia che  ieri ha chiarito: « Comprendo fino in fondo le perplessità espresse dall’amico Arno Kompatcher, con il quale ho parlato più volte della questione delle Olimpiadi invernali sulle Dolomiti. Egli esprime timori che sono anche i miei, nel senso che, come ho chiaramente detto fin dall’inizio, organizzare un’Olimpiade o grandi eventi in territori dall’immenso valore paesaggistico e pregio naturalistico, diventa sempre più difficile».

Plauso dalle istituzioni veronesi che accolgono con calore la proposta del Governatore. Il sindaco Federico Sboarina sul quotidiano L’Arena parla infatti di «La proposta del Veneto è una opportunità nella quale anche Verona potrebbe avere un ruolo. E’ ancora ovviamente tutto da stabilire e non ne ho paralo con Zaia, ma ne approfitto per lanciare un’altra candidatura tutta veronese: sarebbe bello poter fare la cerimonia inaugurale dei Giochi in Arena. Si unirebbero due straordinarie visibilità: quella sportiva e quella internazionale del nostro anfiteatro. Per il resto, la nostra città potrebbe esercitare un’importante funzione culturale nell’ottica di offerte diffuse sul territorio. Penso ad esempio alle mostre e a pacchetti turistici mirati per le delegazioni. Non dimentichiamo infatti che, in quanto ad attrattiva turistica, la nostra città nel Veneto è seconda solo a Venezia. Anche sull’intrattenimento musicale la nostra Fondazione Arena potrebbe avere spazio, magari in collaborazione con la Fenice».