Olimpiadi 2026, Malagò: «Ottimisti, ma prudenti»

Giovanni Malagò coni olimpiadi

Continua il lavoro del Coni per portare a Milano-Cortina i giochi olimpici invernali. Malagò non le manda a dire: «Ora tutti montano sul carro».

«Sono ottimista ma bisogna essere prudenti, e da qui al 24 giugno ogni giorno bisogna stare sul pezzo». Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a Padova a margine di un convegno sulla candidatura di Milano-Cortina alle Olimpiadi invernali del 2026. Per Malagò «bisogna leggere e verificare cosa dirà la relazione della commissione di valutazione che arriverà il 24 maggio, 30 giorni prima del voto, e su quello si potrà intensificare l’attività di lobbying, di supporto. Ogni giorno ci sono contatti, sono tornato sabato da Vienna dove c’era il seminario dei Comitati olimpici europei. È una candidatura molto atipica rispetto a quelle che ci sono state in passato».

Malagò poi ha assicurato che «Veneto e Lombardia pesano il 50% a testa, è un rapporto fifty-fifty».

Il presidente del Coni coglie anche l’occasione per togliersi qualche “sassolino dalla scarpa”. «Il governo all’inizio non era affatto d’accordo con la candidatura, tant’è vero che con Lombardia e Veneto ci siamo ‘inventati’ le garanzie per la prima volta nella storia del Paese per portarla avanti». Ha aggiunto Giovanni Malagò.

«Adesso siamo su questo carro e ci sono montati tutti – ha detto il presidente del Coni -. Tanto io lo so: se si perde la colpa sarà mia, non c’è ombra di dubbio, se si vince vedrete quante altre persone saliranno sul carro. Oltre l’80% dei cittadini di queste due regioni vuole i giochi olimpici, con punte dell’87%. Questa è una delle frecce al nostro arco».

Malagò mette le mani avanti sulle certificazioni degli appalti. «Se tu a Cortina mi fai degli impianti sportivi strepitosi, come stiamo facendo, ma poi finite le Olimpiadi si scopre che chi ha appaltato quegli impianti non si è comportato bene nelle dinamiche dell’appalto, io lì mi arrendo. Ma questo non vuol dire che il progetto non era giusto. Dobbiamo fare in modo che tutto questo sia certificato, garantito, evitato».

E ancora: «Se finite le Olimpiadi ci si accorge che chi gestisce quell’impianto è un gestore incapace, è un grande problema – ha concluso Malagò -, perché si disperde tutta la potenzialità dell’evento». (Ansa)