Oggi è la Giornata delle vittime della strada: settimana nera nel Veronese

Oggi è la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada: per le strade di Verona e provincia arriva al termine di una settimana di dolore.

Incidente Minerbe vittime della strada
Ciò che resta del furgone dopo l'incidente mortale di Minerbe

Il 21 novembre è la Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada

Una giornata in memoria delle vittime della strada, questa domenica 21 novembre 2021, particolarmente significativa nel Veronese. Sono stati numerosi negli ultimi giorni gli incidenti mortali e gravi sulle strade scaligere. Una settimana di dolore per molti.

Questa mattina in piazzale Vittime del lavoro, a Borgo Roma, si è tenuta una manifestazione dell’Avisl Onlus, Associazione Vittime incidenti stradali sul lavoro e malasanità. «Il nuovo codice della strada è stata un’occasione persa» ha detto il presidente dell’associazione Domenico Musicco, ai microfoni della Rai.

Una settimana di dolore sulle strade veronesi

Già lo scorso fine settimana, venerdì 12 novembre, una tragica uscita di strada aveva causato la morte di una donna in via Sezano a Verona. Caduta con lo scooter e trasportata in gravi condizioni all’ospedale di Borgo Trento, non ce l’ha fatta.

Tragica fine per due ventenni, fra domenica e lunedì. Nella notte fra sabato e domenica Nicole Perina, di Borgo Roma, ha trovato la morte fra Santa Maria di Zevio e San Giovanni Lupatoto, quando l’auto su cui viaggiava è uscita di strada ed è poi stata colpita da un’altra che sopraggiungeva. Il suo neofidanzato, che era alla guida, è risultato positivo all’alcoltest.

Strada fatale lunedì pomeriggio per un’altra giovanissima, a Caprino Veronese, Francesca Mannu. Era sulle strisce pedonali, quando è stata investita. Sbalzata da un’auto, è poi stata colpita da una seconda che sopraggiungeva. Dopo alcuni giorni in ospedale, anche lei non ce l’ha fatta.

Mercoledì nel Ferrarese un operaio di una ditta veronese di pulizie, Peaduru Marengnna, è stato la vittima di un incidente sulla statale Adriatica. Era sul furgoncino della ditta.

Era sul furgone della propria azienda anche Marco Melotto, di 37 anni, quando il mezzo ha preso fuoco ieri mattina nella zona di Minerbe. Lui e il suo collaboratore si sono lanciati dal veicolo in corsa, ma il 37enne è stato poi investito da un’altra vettura.

E ancora, altri due incidenti gravi, seppur non mortali, questo fine settimana. Ieri sulla Transpolesana un bambino è stato sbalzato fuori dall’abitacolo dell’auto su cui viaggiava, mentre in zona Chievo un ferito grave e uno lieve è il bilancio di un’uscita autonoma di strada questa notte.

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Nuovo codice della strada, «occasione persa»

Afferma l’avvocato Domenico Musicco, presidente di Avisl Onlus: «Purtroppo il nuovo codice della strada si è rivelato un’occasione persa: si è pensato più ad inasprire le sanzioni amministrative che a dare una vera svolta. La gran parte degli incidenti mortali è infatti oggi dovuta alla distrazione dovuta alla guida con il cellulare, ma questa non viene tuttora considerata un’aggravante nei casi di omicidio e lesioni stradali».

«Aumentare le multe non serve a nulla, soprattutto in assenza di controlli da parte delle forze dell’ordine: da noi i controlli sul tasso alcolemico sono un milione l’anno, in Paesi come Germania, Inghilterra e Francia si superano i dieci milioni. E i controlli sull’uso dello smartphone alla guida sono fermi a circa 35mila annui. Siamo così lontani anni luce dalla “mortalità zero”, che pure è possibile raggiungere con l’educazione stradale, la prevenzione e una politica sulla sicurezza, come accade in Norvegia».

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La Giornata in memoria delle vittime della strada

Domenica 21 novembre si celebra la “Giornata mondiale in memoria delle vittime della strada“, un momento di ricordo e riflessione che viene dedicato ogni anno, la terza domenica di novembre, alle vittime di incidenti stradali ed ai loro familiari, proclamato per la prima volta dall’Onu (Organizzazione delle Nazioni Unite) nel 2005.

Lo stesso giorno ricorre anche la “Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada“, istituita dalla legge 29 dicembre 2017, n.227.

L’impegno della Polizia di Stato

«La sicurezza stradale è una delle maggiori criticità che i Paesi Europei devono affrontare, e l’impegno di tutti è quello di azzerare il numero delle vittime della strada entro il 2050, nonché nel 2030 di ridurre del 50% il numero sia delle vittime che deli feriti gravi» dice il comunicato della Polizia di Stato, in occasione della giornata di oggi.

«Il raggiungimento di questi obiettivi non può e non deve essere utopico, non solo perché ce lo chiede l’Europa, ma soprattutto per dare dignità a quelle tante famiglie che piangono i loro congiunti, vittime di condotte di guida imprudenti».

«Lo sforzo della Polizia di Stato, attraverso la Polizia Stradale, per contenere il numero dei sinistri mortali si esprime nelle oltre 397.000 pattuglie schierate sul territorio dall’inizio dell’anno, che hanno permesso di accertare più di 1.500.000 di infrazioni, di ritirare 21.255 patenti di guida, con 2.477.333 punti decurtati».

«Ma gli incidenti stradali sono causati nella maggior parte dei casi dai comportamenti sbagliati dei conducenti e dal mancato rispetto del codice della strada. È una questione di responsabilità individuale poiché i controlli di polizia, da soli, non potranno mai essere sufficienti se, contemporaneamente, chi si mette alla guida non mostra attenzione, con la propria condotta, al rispetto della vita propria ed altrui».

«Per questo motivo l’obiettivo della Polizia di Stato è quello di sensibilizzare gli automobilisti sui rischi derivanti da comportamenti errati alla guida, anche attraverso campagne di prevenzione ed informazione sulla sicurezza stradale. Sono numerose le iniziative che riflettono l’impegno sotto il profilo comunicativo, informativo e gli accordi con enti ed istituzioni con cui la Polizia di Stato condivide obiettivi di riduzione della mortalità stradale».

«Le iniziative dedicate all’educazione stradale sono indirizzate non solo agli automobilisti, ma anche ai giovani, futuri conducenti del domani, attraverso la diffusione nelle scuole della cultura della legalità, della prevenzione e la promozione dei corretti stili di vita, favorendo la partecipazione di insegnanti, studenti e genitori alle attività organizzate, consolidando il rapporto di cooperazione in tema di sicurezza della mobilità, di riduzione dell’incidentalità, di prevenzione e promozione di comportamenti più responsabili».

«La cultura della guida sicura è un valore comune ed un impegno corale perché la strada è di tutti e tutti devono fare la loro parte per sentirsi coinvolti, adottando e pretendendo dagli altri condotte di guida corrette».

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