Nuovo decreto su taglio accise carburante, Casartigiani: «Non basta»
Arriva dal Ministero la proroga alle misure in vigore per la riduzione del prezzo dei carburanti. A firmare il nuovo decreto il ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, e il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani. L’Italia è infatti il Paese europeo con le accise più alte sul diesel, pari a 0,62 euro per ogni litro, prima di Belgio (0,60 euro al litro) e Francia (0,59 euro/litro). Rispetto alla benzina, il nostro Paese è il secondo, con 0,73 euro al litro; in seconda posizione i Paesi Bassi (0,79 euro al litro). Il taglio delle accise su benzina e diesel si finanzia in parte attraverso l’extra-gettito Iva: gli aumenti generalizzati nei prezzi di questi mesi hanno infatti portato maggiori entrate nelle casse dello stato, che sono state reinvestite in questa misura.
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«Accogliamo positivamente il rinnovo della misura che permetterà di tenere, anche se per poco, sotto controllo il prezzo del carburante – ha commentato Luca Luppi, presidente di Casartigiani Verona -. Ma non basta, servono misure strutturali per aiutare imprese e famiglie. Il taglio delle accise sui carburanti sarà riconosciuto fino al 17 ottobre 2022 per un importo pari a 30 centesimi al litro. Si applicherà su benzina, diesel, gpl e metano per autotrazione».
In seguito al nuovo taglio, ecco i valori delle accise su benzina, diesel e GPL:
• benzina: 0,4784 euro/litro (prima 0,7284);
• gasolio: 0,3674 euro/litro (prima 0,6174);
• GPL: 0,18261 euro/kg (prima 0,26777).
«In queste ore è atteso anche il decreto Aiuti ter che darà il via libera a nuove misure per contenere l’inflazione e l’aumento dei costi dell’energia, con una dotazione che dovrebbe essere pari a circa 13 miliardi di euro – spiega Luppi -. Si tratta di misure a tampone che purtroppo non risolvono i problemi del nostro sistema produttivo, ma che mettono semplicemente una pezza alla grave situazione che famiglie, artigiani e Pmi stanno vivendo. Chiediamo una presa di posizione decisa al Governo in attesa che venga legittimato il nuovo esecutivo».
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