Nuova vita per Cecilia, trapianto di cuore per la piccola di 11 mesi a Verona
di Alessandro Bonfante
Una giovanissima vita tutta in ospedale. Ma ora lei e i suoi genitori possono guardare avanti. Cecilia (nome di fantasia) è la lattante di undici mesi sottoposta nei giorni scorsi a un trapianto di cuore all’ospedale di Verona Borgo Trento. Un intervento delicatissimo, eseguito dall’équipe di Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, che rappresenta il trapianto su paziente più piccola mai effettuato in azienda.
L’eccezionalità del trapianto sta infatti nell’età (sotto i 12 mesi) e nel peso (sotto i 10 chili) del ricevente, il primo di questo genere che viene fatto a Verona e fra i pochi in Italia.
La presentazione dell’intervento alla stampa si è tenuta questa mattina, venerdì 27, nella Sala Consiglio della Direzione Generale, alla presenza del direttore generale Callisto Marco Bravi, del professor Giovanni Battista Luciani, direttore della Cardiochirurgia con i cardio chirurghi Livio San Biagio responsabile Trapianti e Antonella Galeone; del professor Leonardo Gottin, direttore della Terapia intensiva Cardio-toraco-vascolare, con gli anestesisti rianimatori Bruno Dal Corso e Alessandro Russo.
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La vicenda clinica di Cecilia
A raccontare la vicenda clinica è stato il professor Luciani: «Per sei/sette mesi la bambina ha affrontato un lungo decorso in Terapia intensiva, supportata dal dispositivo Berlin Heart, con il quale aveva raggiunto un equilibrio, seppur precario, in attesa della chiamata per il trapianto. In Italia il numero di trapianti cardiaci in età pediatrica, soprattutto sotto i 10 chili di peso, quindi in neonati e lattanti, è purtroppo molto limitato, principalmente per la carenza di donatori, e per questo l’attesa è stata particolarmente lunga».
«Sono stati mesi alternati fra equilibrio e scompensi. Poi quattro giorni fa si è reso disponibile un donatore idoneo e abbiamo potuto avviare il programma di trapianto cardiaco. Non dobbiamo dimenticare anche il grandissimo lavoro infermieristico e tecnico nella gestione della piccola paziente e dei macchinari, non solo in sala ma durante tutto il percorso assistenziale che ha richiesto anche lo svezzamento della neonata. Va ringraziata anche la nostra Azienda che ci ha messo a disposizione tutte le risorse necessarie per questi dispositivi e cure particolarmente costose». Il costo del “Berlin heart” è infatti di circa 60mila euro, con un costo di gestione giornaliero di circa 300 euro.
«Quella della piccola paziente è una storia particolarmente lunga che ci ha molto coinvolti. In casi tanto complessi come questo, grazie alle eccellenze presenti in Azienda siamo certi di aver garantito la massima qualità e precisione delle cure» ha spiegato Luciani.
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Il percorso clinico a Verona
La piccolissima paziente è nata con una forte aritmia incompatibile con la vita, per questo motivo è stata subito portata all’ospedale di Borgo Trento, prima in osservazione e poi per un’assistenza temporanea nella speranza che la frequenza cardiaca si assestasse, come spesso accade nei neonati. Invece, il decorso clinico è rimasto sempre ai limiti della criticità, fino alla diagnosi genetica che ha tolto la possibilità di guarigione spontanea.
La terapia medica intrapresa ha avuto necessità di un ulteriore aiuto con l’impianto di un dispositivo che supportasse la parte sinistra del cuore. Da settembre, Cecilia è stata in Terapia intensiva Cardio aiutata dal “Berlin heart”, il dispositivo di assistenza ventricolare VAD. In questi mesi Cecilia è cresciuta di peso in attesa del trapianto.
In tutto questo lungo periodo, oltre alle due Unità operative direttamente coinvolte, sono stati molti gli specialisti Aoui che si sono occupati della lattante, un gruppo multidisciplinare composto da: pediatri, cardiologi pediatri, Terapia intensiva neonatale, rianimatori, psicologi clinici, neurologi.
Il trapianto
Il programma del trapianto è stato, dunque, deciso come intervento salvavita. Così, quando nella notte fra il 23 e il 24 è arrivata la notizia del donatore compatibile con età e peso del ricevente, l’équipe del prof. Luciani è partita per effettuare il prelievo dell’organo. Tornata nelle sale operatorie di Borgo Trento ha effettuato l’intervento chirurgico togliendo il Belin heart e impiantando il cuore nuovo a Cecilia. L’atto chirurgico è durato 4 ore. Al buon esito dell’intervento hanno contribuito in molti oltre ai chirurghi, i tecnici perfuzionisti, gli infermieri specializzati, gli anestesisti rianimatori.

L’Uoc Cardiochirurgia di Verona è dal 1994 attiva nei trapianti di cuore e con 35 interventi nel 2025 è stato il più alto numero nel nord Italia. La trapiantologia pediatrica è iniziata 4 anni fa, finora sono otto i piccoli pazienti trapiantati e quattro in attesa dell’organo.
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