Nuova variante al PAT di Verona, Bissoli: «Contrasto al consumo di suolo»
di Alessandro Bonfante
Presentata questa mattina dalla vicesindaca di Verona Barbara Bissoli la nuova variante al PAT, Piano di assetto del territorio. Partendo dal documento preliminare, si dovranno rivalutare le aree di espansione urbanistica pianificate dal PAQE, Piano d’area Quadrante Europa, e recepite dal PAT e dal piano degli interventi, alla luce dei nuovi criteri di pianificazione.
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Ha spiegato la vicesindaca: «I criteri di larga massima sono rigenerazione dell’esistente da un lato e contenimento e contrasto del consumo di suolo. Quindi valuteremo tutte le aree disciplinate dal PAQE negli anni, dal 1999 fino all’ultima variante del 2020, per verificare se siano coerenti con questi criteri di massima».
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L’iter sarà complesso, in quanto il PAQE è di competenza regionale e servirà quindi il via libera dalla Regione Veneto. Non saranno interessate le aree con pianificazione già attuata, come la Marangona, o integrate nel tessuto urbano come lo scalo merci di Porta Nuova, mentre ci sarà spazio di valutazione per altre come quelle al Nassar.
Le aree pianificate dal PAQE:
- Ex Cartiere di Basso Acquar;
- Quadrante Europa,
- Ex Opificio Tiberghien,
- Agorà della Croce Bianca (area di San Massimo),
- Ecocittà del Crocione,
- Polis Paradeisos (Scalo merci di Porta Nuova),
- Atheneum (Università di Borgo Roma),
- Porta della Città di Parona-Nassar,
- Ecoborgo di Mezzacampagna (aree cd. dell’Ex Seminario),
- Parco per gli Sport Equestri ‘La nuova Contina’.
Essendo una variante “riduttiva” rispetto al consumo di suolo, non sarà sottoposta a VAS (Valutazione ambientale strategica) e sarà sufficiente una versione ridotta della VINCA (Valutazione di incidenza ambientale).
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Il documento preliminare della variante al PAT
Il Documento Preliminare della Variante generale al Piano di Assetto del Territorio (PAT) vigente, approvato lo scorso dicembre, individua nella rigenerazione urbana e nel contenimento e del contrasto al consumo di suolo due dei principali driver strategici per la stesura del nuovo strumento urbanistico strutturale, ha ricordato la vicesindaca.
Il PAT approvato nel 2007 – che ha recepito le previsioni operative del PAQE – si inseriva in una situazione economico-sociale molto diversa da quella attuale, secondo una prospettiva espansiva delle dinamiche economiche, urbanistiche e immobiliari, in un momento nel quale non erano ancora così incisive le politiche sul contenimento del consumo di suolo, sulla riforestazione e sulla rinaturalizzazione del territorio comunale.
Oggi la giunta ha approvato il Documento Preliminare finalizzato all’adozione di una modifica puntuale del Piano di Assetto del Territorio che riguarda le previsioni operative introdotte dal PAQE in riferimento al territorio veronese.
Le previsioni operative non ancora attuate saranno oggetto di valutazioni ed eventuali modifiche pianificatorie, che rispondano in particolare al criterio del contenimento e del contrasto al consumo del suolo. Le aree attenzionate sono quelle al di fuori della cosiddetta impronta della città, ovvero della città urbanizzata ed edificata, e che non sono coerenti con il telaio ecologico-ambientale che integra il Documento Preliminare della Variante generale del PAT.
Se per alcune aree la disciplina operativa del PAQE è già stata attuata, come ad esempio per l’area del Quadrante Europa con la Marangona, per le altre si apre ora una fase di rivalutazione per verificarne la coerenza sul piano urbanistico con le scelte strategiche che l’Amministrazione ha approvato e, nello specifico, di quanto previsto nel Documento Preliminare della Variante Generale del Piano di Assetto del Territorio approvato alla fine del 2024.
Sul Documento Preliminare di questa variante puntuale sarà ora avviata la fase di concertazione che porterà alla progettazione della modifica parziale del PAT da sottoporre all’approvazione del Consiglio comunale. La modifica parziale sarà, quindi, inviata alla Regione, competente per la modifica del PAQE. Trattandosi di una modifica riduttiva del PAT non sarà necessaria la Valutazione Ambientale Strategica, mentre la Valutazione di Incidenza Ambientale sarà assoggettata ad un iter semplificato.
«Si tratta di una variante parziale al PAT vigente che prende le mosse dall’approvazione del documento preliminare della variante generale al PAT, ora in fase di progettazione, e che si propone di rivalutare tutte quelle aree che sono state pianificate dal PAQE negli anni (e recepite direttamente dal PAT del 2004-2007 e dal Piano degli Interventi del 2011) alla luce di quelli che sono i nuovi criteri di pianificazione che l’Amministrazione ha recepito nel documento preliminare di variante generale al PAT, approvato a dicembre – ha spiegato la vicesindaca e assessora alla Pianificazione Urbanistica Barbara Bissoli. Le scelte strategiche e gli obiettivi di pianificazione sono rappresentati in particolare dalla rigenerazione urbana dell’esistente, da un lato, e dal contrasto al consumo di suolo, dall’altro. Verificheremo la coerenza di tutte le aree che non incidono sulle caratteristiche essenziali e sul disegno generale del PAQE con queste scelte strategiche e questi obiettivi, con attenzione a quelle esterne all’impronta della città compatta, a quelle non coerenti con il telaio ecologico – ambientale, con particolare riferimento agli ambiti che si trovano nel contesto di tutela del Parco dell’Adige, oltre a quelle che non hanno ancora visto attuazione».
PAQE
La prima approvazione del PAQE risale al 1999. La prima Variante, approvata nel 2003, andava ad introdurre la specifica scheda delle ex Cartiere di Basso Acquar; con la seconda, nel 2006, venivano disciplinate in modo puntuale sette aree comprese nel territorio comunale: Quadrante Europa, Ex Opificio Tiberghien, Agorà della Croce Bianca, Ecocittà del Crocione, Porte della Città, Ecoborgo di Mezzacampagna, Parco per gli Sport Equestri ‘la Nuova Contina’. Infine, nel 2020 è stata approvata la Variante n. 5 che modifica l’articolo 30 che riguarda l’Ecoborgo di Mezzacampagna.
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