Nuova ordinanza in Veneto, Zaia: «Per ora no allentamenti»

Introduce misure che guardano al tema degli assembramenti la nuova ordinanza della Regione Veneto contro il contagio da Coronavirus, emessa oggi.

Luca Zaia Ansa

Introduce misure che guardano al tema degli assembramenti la nuova ordinanza della Regione Veneto contro il contagio da Coronavirus, emessa oggi. «È in linea con la precedente – ha annunciato il presidente Luca Zaia – non siamo in grado di creare allentamenti. Dura fino al 4 dicembre, in tempo per il nuovo Dpcm».

Una stretta sulle presenze nei negozi al dettaglio e regole ancora più stringenti per evitare gli assembramenti. In tutti esercizi al dettaglio, fino ai 40 mq. di superficie di vendita può essere presente un cliente; fino ai 250 mq. un cliente ogni 20 mq.; sopra i 250 mq, uno ogni 30. Si tratta di regole ancora più rigorose sui distanziamenti con le quali si cerca di “governare” l’andamento della pandemia nella regione.

«Nel frattempo, se potessimo avere un calo dei parametri, potremmo intervenire per un minimo di allentamento soprattutto per le attività che stanno soffrendo. Non aiuta – ha concluso – che sui ristori non ci sia stata data risposta».

I dati dei contagi

Sono 2.194 i positivi riscontrati in Veneto nelle ultime 24 ore, dato che porta il totale delle persone contagiate a quota 127.416. I deceduti sono 95, cifra che fa salire a 3.353 le morti da Coronavirus. È quanto riporta il bollettino della Regione Veneto. Attualmente in Veneto vi sono 73.354 positivi.

Sullo sfondo delle cifre le preoccupazioni degli operatori turistici per una stagione invernale che il virus pone seriamente a rischio. «In questo confronto tra regioni e Governo io mi auguro che le regioni si facciano sentire e che ci mettano nelle condizioni per Natale, di poter aprire e lavorare» dice il sindaco di Cortina Gianpietro Ghedina. Dalla località ampezzana la Presidente degli Albergatori Roberta Alverà dichiara che nessuno ha comunque intenzione di darsi per vinto. «Non sappiamo quando, come e se si aprirà – sostiene – ma non stiamo con le mani in mano. Vogliamo farci trovare pronti».

Anche sull’Altopiano dei Sette Comuni sono pronti a dare battaglia qualora le attività sciistiche subissero uno stop. «Se durante le vacanze di Natale non venissero aperti gli impianti di risalita – afferma il sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern – tutta la gente si riverserebbe nelle piazze del centro storico e io a quel punto mi troverei costretto a fare un’ordinanza per chiuderle». Precisando che «in realtà il problema non riguarda solo le piste in quota, ma tutte le baite e le altre strutture ricettive che durante l’inverno si affollano all’inverosimile». A piangere lacrime amare è anche Venezia. «Per Natale e Capodanno camminiamo nel buio più totale – rileva Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione veneziana albergatori – gli hotel sono desolatamente vuoti o chiusi e l’incertezza costante non permette la programmazione che in questo mestiere è un passaggio fondamentale».(Ansa)

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