Non si fermano i furti a Verona volanti extra nel weekend

VERONA – In alcuni quartieri il fenomeno sta diventando un vero e proprio problema sociale. Gli abitanti si riuniscono, fanno proposte, raccolgono firme. Tutto per la presenza troppo "presente" dei topi di appartamento.

L’informazione cittadina ne ha già dato risalto in questi giorni a dimostrazione di un fenomeno reale. Dopo la loro abolizione, ora qualcuno si è rimesso in prima linea per riattivare le ronde dei cittadini, non per scopi violenti (ci mancherebbe) ma per ragioni preventive.

«Siamo tutti un po’ sull’attenti» ha spiegato Nicola, residente nei sobborghi di Borgo Roma, «e in questo periodo sembra che alcuni timori siano effettivamente fondati».

Proprio in questi giorni, la Questura ha confermato che sono state potenziate le volanti per il controllo della città nel fine settimana, sia di abitazioni private che di esercizi pubblici. Proprio questi ultimi sono spesso presi dal mirino dei malviventi, che si introducono nelle attività commerciali di notte, con le più disparate metodologie, cercando di arraffare i contenuti di cassa. Per questo motivo, il consiglio è sempre quello di svuotare gli incassi prima di chiudere, e di riporli al sicuro nelle casse continue delle banche, in modo da poter andare a casa con l’animo leggero.

I dati elaborati alcuni mesi fa dell’Osservatorio sulla sicurezza sussidiaria dell’Assiv, l’Associazione della vigilanza privata, aderente a Confindustria, hanno stabilito che in cinque anni, dal 2006 al 2010, il numero dei furti in casa è aumentato del 19.5%. Roma la città più colpita, seguita da Milano e Napoli.
Sbagliato circoscrivere il fenomeno solo nelle città del centro-sud. Al Nord infatti, secondo i dati diffusi dal Viminale durante lo scorso anno, i reati denunciati a Verona nel 2011 sono stati oltre 37mila, e la gran parte di questi relativi a furti o scassi.

In Veneto siamo la terza città in questa poco felice classifica, dietro a Padova e Venezia, che stranamente è quella che registra le maggiori denunce, forse dovute anche ai borseggi dei turisti.

La redazione