Nocini incontra i precari della ricerca: «Massimo impegno per valorizzarli»
Redazione
Un confronto sentito e necessario quello andato in scena a Palazzo Giuliari, dove il rettore dell’Università di Verona, Pier Francesco Nocini, ha accolto una delegazione di precari della ricerca, riconoscendo pubblicamente il valore del loro contributo e impegnandosi a portare le loro istanze nelle sedi istituzionali.
L’incontro si è inserito all’interno di una giornata di sciopero e mobilitazione nazionale che ha coinvolto anche Verona: circa 150 tra dottorandi, borsisti, assegnisti, RTD, personale tecnico-amministrativo e altre figure precarie si sono dati appuntamento al Polo Zanotto per lo Sciopero Nazionale del Precariato Universitario, indetto da FLC CGIL, USB, CUB e ADL COBAS, con il sostegno dei docenti di ruolo e della rappresentanza studentesca dell’Udu.
Il presidio ha attraversato più luoghi simbolici dell’Ateneo, dalla mensa San Francesco al quartiere universitario di Borgo Roma, per chiedere dignità, diritti e tutele per chi sostiene ogni giorno, spesso nell’ombra, la vita accademica. Tra le richieste portate al Rettorato: l’istituzionalizzazione della rappresentanza precaria negli organi accademici, l’eliminazione del contributo annuo per i dottorandi, e misure urgenti per i borsisti privi di tutele previdenziali e accesso alla maternità.
Il rettore ha espresso profonda gratitudine per l’impegno dei precari, sottolineando però i limiti imposti dalle regole nazionali. Ha garantito che, fino alla fine del suo mandato e anche successivamente come docente, continuerà a battersi per una valorizzazione stabile delle competenze di tutti i precari.
Lo slogan della giornata – “Contro tagli, guerra e precarietà” – ha trovato eco anche nei candidati alla carica di Rettore, che alla vigilia delle elezioni hanno tutti incontrato i manifestanti, accogliendone le richieste: un segnale chiaro che la precarietà nella ricerca non è più un tema marginale, ma una questione centrale per il futuro dell’università italiana.
«Comprendo le ragioni di questa mobilitazione – ha affermato Nocini – e desidero esprimere profonda gratitudine per il fondamentale impegno nella ricerca e nella didattica che i precari della nostra, e di tutte le università, svolgono quotidianamente con passione e dedizione. L’università di Verona, come tutti gli altri atenei italiani, opera all’interno di un sistema di regole e vincoli definiti a livello nazionale. Questo limita fortemente il margine di azione diretta di ogni singolo ateneo. Tuttavia, il mio personale impegno e l’impegno della governance è quello di portare nelle sedi istituzionali opportune, come il MUR e la CRUI, le istanze emerse durante questo incontro affinché siano rappresentate in modo chiaro e determinato».
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Nocini conclude: «Continuerò a cercare di intercettare ogni iniziativa per valorizzare il contributo e dare continuità al lavoro di tutte e tutti i precari della ricerca, nella veste di Rettore fino al 30 settembre e nei prossimi anni di attività accademica al servizio dell’Ateneo come docente e ricercatore, perché si arrivi a una valorizzazione auspicabilmente stabile delle loro conoscenze e competenze».
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