Federcongressi, Iotti: «Necessario l’aggiornamento in presenza del personale sanitario»

Il Dpcm del 30 luglio non autorizza la ripresa di eventi e congressi nei quali è coinvolto il personale sanitario: una decisione che, secondo Federcongressi, ostacola l’aggiornamento professionale degli operatori sanitari e prolunga l’agonia del settore.

Nella nota inviata alla stampa, Federcongressi commenta l’impossibilità, così come stabilito dal Dpcm del 30 luglio, di svolgere in presenza la formazione del personale sanitario. «La decisione del governo purtroppo non risponde all’appello che numerose società scientifiche favorevoli alla riapertura immediata degli eventi medico-scientifici hanno portato avanti con il supporto di Federcongressi&eventi e prolunga di fatto lo stop alla formazione in presenza determinando una grave limitazione per il settore medico-scientifico e un ostacolo all’aggiornamento professionale degli operatori sanitari e all’attività di divulgazione della ricerca scientifica che trova in ambito congressuale il suo sbocco naturale e tradizionale». 

«Prendiamo atto con rammarico della decisione del governo che con il nuovo Dpcm mantiene di fatto attivo l’impedimento per il personale sanitario all’aggiornamento in presenza, modalità essenziale per acquisire competenze dall’indiscutibile valore aggiunto» commenta Alberto Iotti, Responsabile Provider ECM-Educazione Continua in Medicina Federcongressi&eventi.

E aggiunge: «Le forme di aggiornamento a distanza che hanno contraddistinto questa fase rappresentano per tutti il compimento di un passo avanti, anche culturale, importante. Tuttavia non possono essere in assoluto sostitutive ma prevalentemente integrative della formazione in presenza. Questa decisione impedirà inoltre a un’intera filiera di imprese di rialzare la testa con il rischio di vedere andare in fumo anni di impegno e dedizione. Il pensiero va non solo ai Provider ECM (oltre 1.100 imprese) ma anche a organizzatori, sedi congressuali e fornitori di servizi che, nonostante l’immediata disponibilità ad adeguarsi in toto ai protocolli di sicurezza, vedono davanti a sé ancora un lungo periodo di incertezza. Intendiamo comunque ringraziare le società scientifiche, gli enti e tutti coloro che hanno condiviso la nostra iniziativa».