No alla discarica di amianto a Valeggio, il comitato chiede il divieto definitivo

Redazione

| 26/06/2025
Dopo il parere negativo della Regione sull'autorizzazione per un impianto di smaltimento rifiuti contenenti amianto tra Valeggio e Quaderni, il Comitato Difesa Territorio chiede il ripristino del divieto di realizzazione di nuove discariche nelle zone di ricarica delle falde acquifere.

Era convocata ieri mattina la conferenza di servizi finalizzata al rilascio dell’autorizzazione per un impianto di smaltimento rifiuti contenenti amianto nel comune di Valeggio sul Mincio, vicino all’abitato di Quaderni di Villafranca. Ma la conferenza non è nemmeno iniziata, in quanto il Comitato tecnico regionale di Valutazione Impatto Ambientale ha espresso il proprio parere negativo alla realizzazione dell’opera.

Secondo il progetto di Progeco Ambiente Spa, la discarica di amianto a Cà Balestra dovrebbe essere la più grande del Veneto (con una capienza pari al doppio del fabbisogno dell’intera regione), collocata in adiacenza alla preesistente discarica Cà Baldassarre (con problematiche ambientali ben note da decenni), in zona fragile di ricarica delle falde acquifere e a solo 1 km dall’abitato di Quaderni.

Ma c’è chi dice no, come il Comitato V.I.A., che ha evidenziato le carenze progettuali e le problematiche che rendono il sito inidoneo a tale iniziativa imprenditoriale. Un altro no dopo gli oltre 230 pareri negativi già espressi da tutti gli Enti territoriali coinvolti, dallo scrivente Comitato, da altre associazioni (ambientaliste e non) e da diversi privati cittadini preoccupati per la salute ed il futuro del proprio territorio.

È in ogni caso importante precisare che il parere negativo della Regione rappresenta solo un primo step del procedimento e non la bocciatura definitiva del progetto.

In attesa di leggere le motivazioni del Comitato V.I.A., il Comitato Difesa Territorio Quaderni – Valeggio ringrazia «tutti coloro (cittadini, associazioni ed enti) che – a vario titolo – si sono impegnati e si stanno ancora impegnando in questa dura battaglia, che potrà concludersi solamente con il ripristino del divieto di realizzazione di nuove discariche nelle zone di ricarica delle falde acquifere (vincolo eliminato dalla Giunta regionale veneta nel 2022)».

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