Villa Fantelli, la nuova oasi di Abeo

La nuova Casa Abeo è bella, cesellata com'è dalle decorazioni liberty, eco lontano dei primi del '900 quando Villa Fantelli venne eretta. Oggi l'edificio abbandonato, dopo anni di lavoro, trova un posto nel presente e una nuova vocazione: accoglierà le attività dell'associazione che dal 1988  lavora a favore dei bambini emopatici oncologici, affetti cioè da tumori solidi e leucemie.

Al taglio del nastro sfilata di autorità dall’assessore regionale Elisa De Berti, passando per il Prefetto Donato Cafagna e il sindaco Sboarina. La squadra dell’Hellas Verona maschile e Femminile che ha sposato il progetto negli scorsi mesi e che vive questo approdo, «come il miglior scudetto».  L’edificio di proprietà della Regione, è stato concesso ad ABEO dall’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata.  La struttura si trova all’interno dell’area ospedaliera di Borgo Trento, vicino all’Ospedale della Donna e del Bambino «a cento metri dal reparto della sofferenza» come ha sottolineato il presidente dell’associazione Pietro Battistoni che ha fatto partire il progetto di ristrutturazione, interamente a carico di Abeo. «Ma questa sarà la casa della speranza, qui non ci saranno pensieri “da reparto”».

Due anni di lavoro, una gara di solidarietà e oggi il sogno ha lineamenti molto reali: due piani con un seminterrato trasformati in aree dedite alle attività istituzionali ma soprattutto locali dedicati ai bambini. Una palestra dove i piccoli potranno svolgere non solo attività  riabilitative ma anche ludiche. E poi una sala per i giochi e la didattica con tanto di biblioteca per la biblioterapia. Non manca al piano di sopra una sala polifunzionale per ospitare incontri variegati e due locali adibiti a studi medici per svolgere attività cliniche o di counseling con i genitori, gli operatori o il personale di reparto. “Strizzacervelli” si legge su una porta con caratteri giocosi, è uno dei due spazi dove gli psicologi potranno seguire chiunque ne abbia bisogno e farlo in una stanza adeguata e non più in un corridoio del reparto come accadeva in passato.

Intanto nell’area adiacente alla villa, il sogno che è anche progetto  è far nascere una struttura composta da 6 mini-appartamenti, ognuno indipendente, con spazi in comune come una cucina spaziosa ed il giardino, qui potranno trasferirsi per settimane o mesi le famiglie dei piccoli pazienti che vengono da lontano e che sono curati e seguiti dal Reparto di Oncoematologia Pediatrica perché affetti da gravi patologie.