Variante 23 e sviluppo della città. Tosi attacca Sboarina

Conferenza stampa questa mattina in Comune di Flavio Tosi con l'ex assessore all'Urbanistica Gian Arnaldo Caleffi. Presente anche il consigliere comunale della Lista Tosi Alberto Bozza.

Il consigliere comunale Flavio Tosi

«Sboarina procede con lentezza inaudita, ci ha messo metà mandato per approvare un parte di una Variante che era stata già deliberata dalla mia amministrazione. E ora racconta un libro dei sogni irrealizzabile, mentre la realtà dice che la città è rimasta bloccata in questi due anni e mezzo e continuerà a esserlo».

Parole di Flavio Tosi che questa mattina in conferenza stampa a Palazzo Barbieri ha attaccato il sindaco e la giunta che hanno approvato giovedì sera la Variante 23: «In due anni e mezzo Sboarina non ha intrapreso neanche un progetto per lo sviluppo di Verona, semmai ha bloccato quelli avviati dal sottoscritto come la riqualificazione dell’Arsenale, l’insediamento di Ikea e quello della Cercola. Ma adesso Sboarina dice che grazie a questa nuova Variante sono pronti 60 nuovi progetti, ma non è vero, vengono solo indicate della aree disponibili, e con la sua lentezza ci vorranno anni per vedere approvati i progetti».

Tosi
Il consigliere comunale Flavio Tosi

«Sboarina annuncia poi il Central Park, il nuovo casello di Verona Sud e la variante alla Statale 12, ma nessuna delle tre opere comincerà prima della fine del suo mandato nel 2022, sul Central Park nella migliore delle ipotesi si andrà addirittura al 2026 per l’inizio dei lavori. Libri dei sogni appunto, favole. – prosegue l’ex sindaco – Ikea sul Sole 24 ore ha lamentato i ritardi e i rinvii dell’amministrazione che non le hanno permesso di insediarsi a Verona. Mille posti di lavoro e investimenti in fumo, e addio alla variante della Statale 12. La Cercola a San Michele avrebbe portato centinaia di posti di lavoro e il parcheggio scambiatore del filobus, e non avrebbe fatto concorrenza ai negozi di vicinato, poiché è l’e-commerce a togliere loro mercato e non certo i centri commerciali che hanno un target totalmente diverso».

«Sboarina ha dimezzato il commerciale all’ex Tiberghien riducendo la sostenibilità economica del progetto per gli investitori. Ora l’ex Tiberghien rischia di fare la fine della Manifattura Tabacchi, cioè di finire in mano alle banche, col fallimento delle aziende proprietarie. Idem per l’insediamento Eva Frigo in Zai di fronte alla Esselunga. Infine l’amministrazione Sboarina ha respinto gli emendamenti delle categorie economiche, quelli dell’Associazione Industriali e dell’Ance, che miravano a semplificare la burocrazia» ha concluso Flavio Tosi.

Gian Arnaldo Caleffi ha parlato di liste dei buoni e dei cattivi decisi arbitrariamente da Sboarina, che ha respinto diverse richieste di buon senso che provenivano da cittadini e categorie economiche: «La Variante 23 ridisegnata da Sboarina è di chiara matrice ideologica e va contro gli interessi generali dell’economia cittadina. Per esempio sono state ridotte le aree edificabili, ma questo va contro una logica di mercato perché alza i prezzi, favorendo i pochi eletti prescelti e danneggiando la gran parte dei proprietari e degli investitori della città. Infine c’è anche una delusione sul piano tecnico-operativo: noi approvammo la Variante 23 prima della scadenza, nel 2018, del ciclo di sviluppo decennale del piano di assetto del territorio, in funzione di prevedere poi un nuovo piano. Nella Variante 23 appena modificata purtroppo non vi è traccia di alcuna iniziativa mirata al nuovo piano di assetto del territorio, questo significa una città che per i prossimi anni non ha un’idea di sviluppo».

L’ex assessore del Comune di Verona Caleffi

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